5 dicembre 2008

Sotheby’s, oggetti d’arte all’asta a Milano

L’11 dicembre a Palazzo Broggi un gruppo di figure da presepe napoletane, della metà del secolo XVIII

Sotheby’s, oggetti d’arte all’asta a Milano

L’11 dicembre Palazzo Broggi di Milano, sede di Sotheby’s, sarà il teatro dell’asta “Importanti Mobili, Ceramiche ed Oggetti d’Arte”.

Tra i lotti più importanti, il gruppo di figure da presepe napoletane, databili alla metà del secolo XVIII. Si tratta di una rara composizione: la portantina con una nobildonna scortata da quattro servi e un paggio moro – accuratamente abbigliati in abiti orientali – con un levriero e due scimmie. Il gruppo è molto particolare e quanto mai insolito da vedere in un presepe (stima 30mila-40mila euro).

Di notevole fattura il tabernacolo torinese impiallacciato e intarsiato in legni vari, avorio e madreperla, realizzato da Luigi Prinotto nel secondo quarto del secolo XVIII.

E’ in asta anche una preziosa e grande residenza napoletana in argento, argento dorato e legno, marchiata C.R. . L’oggetto fu eseguito nel 1769 da questo famoso argentiere napoletano (del quale tuttavia è sconosciuto il nome) per il Duomo di Napoli e fu di proprietà dell’Arciconfraternita di Santa Restituta dei Neri, meglio conosciuta come Compagnia della Morte (stima 35mila-50mila euro). Segue un’elegante acquasantiera siciliana in filigrana d’argento e figure in corallo, realizzata a Trapani tra la fine del secolo XVII e l’inizio secolo XVIII (stima 10mila-15mila euro).
Raffinate le sei figure di turchi in porcellana policroma realizzate dalla Manifattura Ginori a Doccia nel terzo quarto del secolo XVIII, che fanno parte di una bella collezione privata di porcellane e ceramiche – per lo più del ‘700 – create dalla celebre manifattura toscana (stima complessiva di 30mila-50mila euro).

Capolavoro del Barocco fiorentino è la fontana da tavola in porcellana policroma (1745-50 ca.), realizzata da un modello di Massimiliano Soldani Benzi, celebre scultore e pittore toscano e abilissimo cesellatore al servizio della corte di Cosimo III de Medici. Al modello seguì l’opera in porcellana di Gaspero Bruschi, capo dei modellatori della manifattura toscana e la decorazione a rilievo dipinta alla maniera di Giuseppe Romei, tra i migliori pittori della fabbrica (stima 60mila-100mila euro).

Tra le maioliche, un gruppo in maiolica di Urbino, Bottega dei Fontana, circa del 1540, raffigurante Re David seduto in trono tra quattro mastini e sotto un baldacchino decorato (stima 15mila-25mila euro) e un bel piatto, Manifattura Africa, Pavia, del secolo XVII-XVIII stimato 5mila-8mila euro.
Tra le sculture, un gruppo in marmo rappresentante un sileno a cavallo di un asino e dei satiri realizzato nel 1715-19 ca. da Francesco Bertos, scultore veneto specializzato nella produzione di gruppi in marmo o in bronzo piuttosto appariscenti e talvolta bizzarri, a carattere mitologico. La stima è di 70mila-100mila euro.

Nella sessione dedicata ai mobili, il gruppo di sette sedie fiorentine in legno intagliato, dipinto e dorato, attribuite a Carlo Toussaint, circa del 1790; sedie di forma simile ma realizzate negli ultimi anni del Settecento sono custodite oggi a Palazzo Pitti (stima per il gruppo 6mila-10mila euro).

E’ un dono della Regina Maria Teresa d’Asburgo Lorena, moglie di Carlo Alberto di Savoia, al precettore dei suoi due figli, il generale Giuseppe Sanjust, l’originale scrigno-calamaio torinese ricoperto in velluto rosso e con applicazioni in bronzo dorato, databile al 1844 circa. Questo particolarissimo scrigno-calamaio custodisce all’interno del coperchio le miniature dei principi Vittorio Emanuele, futuro primo Re d’Italia, e del fratello Ferdinando ed è accompagnato dalla lettera autografa originale della regina insieme al dono. La stima è di 35mila-50mila euro.

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