24 novembre 2014

Segantini a Milano

La mostra della settimana

Mezzogiorno sulle Alpi di Segantini

Palazzo Reale a Mlano ospita fino al 18 gennaio 2015 una mostra che mette sotto i riflettori i capolavori del “pittore delle montagne” per eccellenza, Giovanni Segantini.

L’esposizione curata da Annie-Paule Quinsac e Diana Segantini, pronipote dell’artista, raccoglie in 8 sezioni oltre 120 opere del grande maestro, nato ad Arco in Trentino nel 1858 e rimasto orfano a soli 8 anni.

“Il cuore dell’attività di Giovanni Segantini si è sviluppata a Milano – afferma l’Assessore alla Cultura Filippo Del Corno -  dove il suo status di cittadino di frontiera gli ha permesso di spaziare con libertà intellettuale e artistica attraverso le diverse tendenze pittoriche e culturali dell’epoca. Per questo motivo siamo molto lieti di ospitare le sue opere a Palazzo Reale nella più grande mostra a lui dedicata in Italia, nella quale non solo ritroveremo i suoi quadri più noti, come le sue straordinarie nature morte oppure i navigli milanesi dei suoi esordi, ma anche molti dipinti che non sono mai stati esposti nella nostra città. Un grande artista, molto noto in vita, la cui pittura è stato un punto di riferimento per i maggiori pittori delle avanguardie europee, la cui fama, però, è stata offuscata durante il fascismo a causa dell’isolamento culturale di cui ai tempi ha sofferto il nostro paese ”.

Alcuni dipinti raccolti a Palazzo Reale sono di casa a Milano come “L’Angelo della vita”, “Pascoli di primavera” e “Il coro della chiesa di Sant’Antonio Abate in Milano”, provenienti rispettivamente dalla Galleria d’Arte Moderna, dalla Pinacoteca di Brera e dalle Gallerie d’Italia. Una ricca selezione proviene, però, da poli culturali che varcano i confini dello Stivale, come il  Museo Segantini di St. Mortiz o il Szépművészeti Múzeum di Budapest.

In mostra non ci sono solamente le famose tele dedicate ai pascoli di montagna, ma anche lavori che rittraggono scorci di Milano e Venezia, autoritratti, nature morte, disegni ispirati a opere letterarie, fino ad arrivare ai grandi quadri che indagano il delicato tema della maternità, uno su tutti “Le due madri”.

Muovendosi a cavallo tra Naturalismo, Scapigliatura, Divisionismo e Simbolismo, Segantini “in meno di vent’anni di attività ha espresso tutte le angosce e i fermenti della sua epoca in un linguaggio che, teso tra innovazione e tradizione, risulta di una forza senza ulteriori esempi”, usando le parole della Quinsac.

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