28 novembre 2016

Referendum 4 dicembre, sì o no? Gianluca Vacchi: “Votate sì”

Referendum 4 dicembre, sì o no? Gianluca Vacchi, senza mezzi termini, dice: "E' necessario per il Paese votare sì"

Referendum 4 dicembre – Gianluca Vacchi

Niente balli scatenati, feste o palestra per il “rampollo” dell’anno, Gianluca Vacchi torna più serio che mai a dire la sua in merito al referendum costituzionale del 4 dicembre. In un intervento pubblicato su Libero, infatti, l’imprenditore si rivolge agli italiani senza mezzi termini dicendosi convinto della necessità che al referendum passi il “sì”.

“Il 4 dicembre prossimo, è più che mai necessario rinunciare al proprio ‘particulare’ per esprimere una scelta in grado di giovare all’intero Paese: insomma, tanto vale dirlo subito e senza troppi giri di parole, bisogna rispondere Sì al quesito referendario dice Gianluca Vacchi convinto che non ci sia soluzioni diversa per l’Italia. Ma a cosa è dovuto il suo pensiero? “La posta in gioco del prossimo appuntamento elettorale, cari lettori non è tanto la modifica della Costituzione quanto quel che accadrebbe all’Italia da un punto di vista economico se prevalesse il No; ossia a un Paese, come tutti sappiamo, alle prese con una ripresa più debole di quella in atto negli altri stati Ue e al quale si è soliti imputare una certa lentezza nell’attuare le cosiddette ‘riforme strutturali’. La posta in gioco ha un solo nome: stabilità” spiega l’imprenditore bolognese.

Gianluca Vacchi continua spiegando che la vittoria del “no” non porterebbe altro che un accrescimento dell’instabilità nel nostro Paese, un “potenziale disastro” a livello economico che porterebbe all’aumento dello spread. L’imprenditore argomenta quindi la sua tesi affermando “All’innalzamento dello spread e al rialzo dei tassi bisogna aggiungere che la politica di stimolo monetario avviata da Mario Draghi quale presidente della Banca Centrale Europea è destinata ben presto a conoscere un graduale rallentamento”. Gianluca Vacchi conclude quindi dicendo “il 4 dicembre si vota per dare il via al cambiamento e preservare quella stabilità necessaria a non avere già nel breve periodo gli effetti economici devastanti di cui parlavo prima”.

 

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