27 marzo 2014

Premio Pritzker a Shigeru Ban

Il Nobel dell'architettura resta in Giappone

Premio Pritzker a Shigeru Ban

L’architetto giapponese Toyo Ito passa il testimone al connazionale Shigeru Ban.

E’ lui il vincitore del Pritzker Architecture Prize 2014, il più importante riconoscimento internazionale del settore conferito dalla Hyatt Foundation di Chicago.

Dopo Kenzo Tange, Fumihiko Maki, Tadao Ando, il team di Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa e Toyo Ito, Ban è il settimo rappresentante dell’architettura made in Japan a ritirare il prestigioso Nobel dell’Architttura, oltre a un premio in denaro di 100mila dollari.

Tra le opere più significative realizzate dall’archistar 56enne di Tokyo vi segnaliamo le strutture temporanee realizzate per le vittime di guerre e le popolazioni colpite dai disastri naturali di Haiti, Giappone, Ruanda, Turchia, Nuova Zelanda, India, Cina. Ban ha lavorato per 20 anni al fianco di volontari, studenti e delle comunità locali per progettare e ricostruire le abitazioni rase al suolo da questi eventi nefasti.

Shigeru Ban ad Haiti

Dal suo ufficio di Parigi, Shigeru Ban ha commentato così l’assegnazione del prestigioso riconoscimento: “ricevere questo premio è un grande onore per me, ma non mi devo sentire arrivato. Devo continuare ad ascoltare le persone per cui lavoro, sia per quanto riguarda i progetti residenziali privati sia nel mio impegno nel campo delle catastrofi. Considero questo premio uno stimolo per continuare a fare sempre meglio quello che sto facendo. Non cerco un cambiamento ma un miglioramento”.

Tra gli ultimi successi messi in bacheca vi ricordiamo il Centre Pompidou – Metz (Francia), il Curtain Wall House (Tokyo), e la Cardboard Cathedral (Nuova Zealanda). La sua ultima fatica, il Museo d’Arte di Aspen, sarà inaugurata nel mese di agosto.

Centre Pompidou-Metz, Francia

Ecco come Lord Palumbo, presidente della giuria del Premio Pritzker, spiega i motivi che hanno spinto la giuria a puntare il dito su Shigeru Ba: “Shigeru Ban è una forza della natura, un termine calzante alla luce della sua opera di volontariato per i senzatetto e le vittime delle aree che sono state devastate da calamità naturali. Ma ha anche le carte per entrare nel Pantheon degli architetti – grazie alla sua profonda conoscenza della materia, alla sua particolare attenzione ai materiali all’avanguardia, alla sua curiosità e impegno totale, alla sua  sensibilità acuta, solo per citare alcune doti.

La cerimonia ufficiale di premiazione è in programma al Rijksmuseum di Amsterdam il prossimo 13 giugno.

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