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Prada Journal 2015, la giuria

A settembre la premiazione

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Prada Journal si prepara a eleggere i vincitori della terza edizione del prestigioso contest letterario.

A settembre 2016 la Maison meneghina svelerà i nomi degli scrittori più talentuosi del concorso lanciato la scorsa estate in collaborazione con Giangiacomo Feltrinelli.

Il contest ha visto sfidarsi oltre 2mila giovani, provenienti da tutto il mondo, attorno al tema “Luci, ombre e miraggi. Non sempre cose e persone sono come le vediamo”.

Ancora una volta gli occhiali da vista della collezione Prada Journal, sviluppati in collaborazione con Luxottica, diventano lo strumento prescelto per guardare il mondo attraverso lenti diverse, un nuovo modo di vedere cose e persone che ci circondano.

Sarà una giuria composta da prestigiosi esponenti del mondo della cultura internazionale a nominare le nuove promesse delle lettere: Carlo Feltrinelli, A.M. Homes, Craig Mod e il regista premio Oscar Gabriele Salvatores.

Ecco il loro identikit:

Carlo Feltrinelli
Carlo Feltrinelli, classe 1962, è Presidente del Gruppo Feltrinelli, promotore culturale integrato che opera nei settori dell’editoria, del retail, della televisione e della ricerca sociale. La casa editrice fu fondata nel 1955 da suo padre, Giangiacomo Feltrinelli. In ambito retail, il Gruppo conta 116 librerie su tutto il territorio nazionale. Dal 2001, Carlo Feltrinelli è Presidente della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, uno dei maggiori centri europei di documentazione e ricerca nel campo delle scienze storiche, politiche, economiche e sociali. E’ autore di “Senior Service”, pubblicato in Italia e tradotto in oltre dieci Paesi.

A.M. Homes
Amy Michael Homes è nata a Washington D.C. e vive a New York. È considerata una delle figure più innovative e originali della nuova narrativa americana. Ha ricevuto numerosi premi letterari negli Stati Uniti e collabora regolarmente con molte prestigiose riviste, in particolare “Vanity Fair”, “New Yorker”, “Granta”, “McSweeney’s”, “Art Forum” e “New York Times”. Autrice di racconti, romanzi e saggi, in Italia ha pubblicato con minimum fax: Cose che bisognerebbe sapere (2003) e La fine di Alice (2005); e con Feltrinelli: Los Angeles (“Traveller”, 2004), Questo libro ti salverà la vita (2006), La figlia dell’altra (2007), In un paese di madri (2009), La sicurezza degli oggetti (2010), Jack (2010), Musica per un incendio (2011) e Che Dio ci perdoni (2013).

Craig Mod
Craig Mod, scrittore e designer, vive tra Tokyo e New York. Ha lavorato come product designer per Flipboard ed è stato insignito del premio TechFellow, oltre che accolto come writing fellow nel 2011/2012 presso la MacDowell Colony. Attualmente è consulente di Medium.com e della giapponese SmartNews. Ha scritto, tra le varie, per “The Atlantic”, “California Sunday Magazine”, “Aeon”, “Virginia Quarterly Review”, “New Scientist”, “Contents Magazine” e “Codex Journal of Typography”. È inoltre co-autore di Art Space Tokyo, della raccolta di saggi Bokura no Jidai no Hon (The Books of our Generation), pubblicata in giapponese (2014) e coreano (2015), e del volume fotografico Less Important Than Sensible Shoes, di prossima uscita (2016).

Gabriele Salvatores
Gabriele Salvatores nasce a Napoli nel 1950, si trasferisce poi a Milano dove si diploma presso l’Accademia d’Arte Drammatica del Piccolo Teatro. Nel 1972 è tra i fondatori del Teatro dell’Elfo, per il quale realizza, tra gli anni ’70 e gli anni ’80, 21 regie teatrali. Nel 1981 realizza un musical-rock tratto da “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare, che nel 1983 diventa il suo primo lungometraggio. Nel 1986, insieme a Maurizio Totti e Diego Abatantuono, fonda la Colorado Film Production, che riscuote da subito un gran successo con la realizzazione del suo secondo film, “Kamikazen – Ultima notte a Milano” (1987). Nel 1989 escono “Marrakech Express” e “Turné”, cui segue “Mediterraneo” (1991), vincitore del premio Oscar come miglior film straniero. Nel 1992 Salvatores realizza “Puerto Escondido”, poi è la volta di “Sud” (1993), “Nirvana” (1996) e “Denti” (2000). Nel 2001 dirige “Amnésia” e l’anno seguente “Io non ho paura”, presentato in concorso al Festival di Berlino e selezionato quale candidato italiano all’Oscar nel 2004. Sempre nel 2004 dirige “Quo Vadis Baby?”, cui seguono “Come Dio Comanda” (2008), tratto dall’omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti, e la commedia “Happy Family” (2009). Nel 2010 fa parte della Giuria della 67° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, presieduta da Quentin Tarantino, e presenta il documentario “1960”. Nel 2013 esce “Educazione Siberiana”, tratto dal libro omonimo di Nicolai Lilin e interpretato da John Malkovic. Nello stesso anno si occupa del progetto “ITALY IN A DAY – Un giorno da italiani”, firmando la regia del primo film collettivo girato da tutti gli italiani, che raccontano un frammento della loro giornata. A dicembre 2014 esce il suo film più recente, “Il ragazzo invisibile”.