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Pneumatici, ecco i brand più ricchi al mondo

Pneumatici: ecco quali sono i marchi più ricchi del mondo

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Continuano a non esserci molti movimenti nella top ten delle aziende leader nella produzione di pneumatici, stilata come di consueto dal magazine specializzato Tire Business sulla base dei fatturati dichiarati: non cambiano infatti le prime posizioni, anche se si segnalano interessanti novità nelle “retrovie”, con Pirelli che a suon di innovazioni contrasta gli attacchi delle aziende asiatiche.

Quali sono i brand di gomme più ricchi del mondo? Da qualche tempo a questa domanda esiste una risposta precisa, grazie alla classifica stilata annualmente dai tecnici della rivista Tire Business, che spulciano i fatturati alla scoperta degli effetti delle vendite e che offrono interessanti spunti per gli automobilisti alle prese con il cambio di gomme, tipico di questo periodo dell’anno.

Spunti per il cambio gomme. Come si ricorderà, infatti, siamo entrati nella fase in cui in Italia è obbligatorio “salutare” le gomme invernali per montare invece dei prodotti maggiormente adatti al caldo e alle condizioni di primavera e bella stagione; anche sui siti specializzati come Euroimport Pneumatici, leader italiano nell’ecommerce, la vetrina è tutta dedicata alle soluzioni delle grandi marche nella categoria dei migliori pneumatici estivi, che continua a essere il fronte sul quale le varie compagnie si danno battaglia a suon di innovazioni e di idee originali (e spesso lussuose).

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Vince la Bridgestone. E gli automobilisti sembrano attenti proprio al marchio, visto che le prime 10 aziende del settore generano da sole il 63% delle vendite totali di pneumatici al mondo. Il primo posto assoluto nella classifica dei brand più venduti al mondo resta la Bridgestone, per l’ottavo anno consecutivo: il produttore giapponese che ha fatto registrare oltre 24 miliardi di euro di ricavi grazie agli pneumatici, con un trend in continua crescita negli ultimi anni anche grazie alle “controllate” Firestone e Dayton. Medaglia d’argento invece per la Michelin, che tallona a 22,1 miliardi di euro con buone performance sia per le gomme a marchio premium che per quelle invece promosse con i loghi di BF Goodrich, Kleber, Riken, Kormoran e Tigar.

Le altre posizioni. A completare il podio c’è invece la Goodyear, il cui fatturato sfiora i 15 miliardi di dollari, con performance positive anche per la distribuzione degli pneumatici Dunlop (limitata però ai mercati di in Europa, Nord America, Australia), Debica, Fulda e Sava. Molto staccato il gruppo al quarto posto, occupato dai tedeschi di Continental (che in Europa controllano anche Uniroyal, nonché Barum, General Tire, Matador e Semperit) che generano vendite per 10,8 miliardi di dollari, mentre al quinto posto c’è l’italiana Pirelli con quasi 7 miliardi.

La strategia di Pirelli orientata al lusso. Il gruppo della grande P (che ha la proprietà anche del prestigioso marchio Metzeler, specializzato in gomme per moto, oltre che di Formula e Ceat) sta puntando molto sulla progettazione di pneumatici esclusivi, destinati alle auto da lusso e al segmento premium: le ultime novità sono state presentate al Salone di Ginevra e porteranno allo sviluppo di pneumatici colorati e interamente connessi, proseguendo inoltre la filosofia del “tailor made” consente di ottenere gomme sviluppate su misura per il veicolo, soddisfacendo le esigenze di personalizzazione e le necessità di sicurezza, di prestazioni e di riduzione dei consumi.

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I brand asiatici danno battaglia. L’accoglienza di questi prodotti sul mercato dovrebbe consentire all’azienda italiana di rintuzzare l’attacco alle spalle del gruppo giapponese Sumitomo, che possiede i marchi Falken e Dunlop (per la distribuzione in Asia, Latinoamerica e Africa) e che ha un fatturato che si sta “pericolosamente” avvicinando a quello di Pirelli. Al settimo posto, più distante, si posiziona un altro produttore asiatico, la coreana Hankook, che supera Yokohama e la taiwanese Maxxis International, mentre a chiudere la top ten troviamo la Cooper Tire.

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