20 gennaio 2016

Oscar 2016, la polemica razzista non si ferma

#OscarsSoWhite

Clooney #OscarsSoWhite

Dal giorno dell’annuncio delle nomination agli Oscar, l’Academy si è trovata a fronteggiare una battaglia social dopo le accuse di avere un problema di razzismo in seguito alla mancanza di candidature ad attori e registi di colore.

Oltre alla totale assenza di attrici o attori neri dalle venti posizioni a loro dedicate (cinque nomination a testa per miglior attore, migliore attrice, miglior attore non protagonista e migliore attrice non protagonista), si vede anche dalle altre nomination che i candidati agli Oscar, per qualsiasi premio, sono molto spesso bianchi e (fatta ovviamente eccezione per le categorie espressamente femminili) molto spesso maschi

A dare il via alla polemica, che si è sviluppata sui social all’urlo di Boycott Oscar e con l’hashtag #OscarsSoWhite, è stata Jada Pinkett Smith.

“Agli Oscar… le persone di colore sono le benvenute per consegnare i premi… anche divertire”, ha twittato la moglie di Will Smith. “La gente di colore dovrebbe astenersi dal partecipare in massa?”

Anche Spike Lee ha annunciato che boicotterà la cerimonia di premiazione del prossimo 28 ottobre invitando i colleghi a fare lo stesso.

Spike Lee

“Non intendo mancare di rispetto ai miei amici Chris Rock, Reggie Hudlin (produttore degli Oscar, ndr) e Cheryl Isaacs né all’Academy“, ha scritto il regista di Fa’ la cosa giusta. “Ma come è possibile che per il secondo anno consecutivo tutti gli attori candidati siano bianchi? 40 attori bianchi in due anni, nessuno di colore o diverse etnie? Non siamo capaci di recitare?”.
E poi, “Io e mia moglie, la signora Tonya Lewis Lee, non andremo alla cerimonia quest’anno. Non ci sentiamo proprio di sostenerla con la nostra presenza. E non è una coincidenza che io stia scrivendo queste parole nel giorno in cui celebriamo il compleanno di Martin Luther King”.

Altre star si sono pronunciate per denunciare le scelte dell’Academy, tra cui Whoopy Goldberg, Quentin Tarantino e George Clooney che ha dichiarato ai cronisti di Variety che la situazione è andata peggiorando: “Se pensiamo a dieci anni fa, l’Academy faceva sicuramente un lavoro migliore. Pensate solo a quanti afro-americani venivano nominati. Credo che la questione da porre adesso sia: quante possibilità esistono oggi per le minoranze di lavorare in film di qualità?”.

In molti hanno accusato l’Academy di aver ignorato attori, registi e sceneggiatori meritevoli – da quelli di Creed a quelli di Straight Outta Compton, per esempio – in quanto neri.

Secondo lo storico del cinema Mark Harris, è da notare il fatto che sia il primo sia il secondo hanno avuto una nomination a testa, e sono quindi stati presi in considerazione: il problema è che quelle nomination sono andate a un attore bianco (Stallone) e due sceneggiatori bianchi (un uomo e una donna).

A poco sono servite le dichiarazioni della Presidente dell’Academy, Cheryl Boone Isaacs, donna di colore, a placare gli animi.

Cheryl Boone Isaacs

“Vorrei riconoscere il meraviglioso lavoro dei candidati di quest’anno. Mentre festeggiamo il loro straordinario traguardo, ho il cuore spezzato e sono frustrata dalla mancanza di diversità. Questa è una questione difficile ma importante, ed è ora di grandi cambiamenti. L’Academy sta facendo passi importanti per modificare la composizione dei nostri membri. Nei prossimi giorni e settimane condurremo una revisione del nostro sistema di reclutamento per introdurre la diversità di cui abbiamo tanto bisogno nel gruppo del 2016, e in quelli successivi. Come molti di voi sanno, abbiamo già introdotto delle modifiche di questo tipo negli ultimi quattro anni. Ma il cambiamento non sta arrivando veloce come vorremmo. Dobbiamo fare di più, e farlo meglio e più in fretta. Questa cosa ha dei precedenti nella storia dell’Academy. Negli anni Sessanta e Settanta si trattava di coinvolgere membri più giovani per rimanere vivaci e rilevanti. Nel 2016, la missione è l’inclusione in tutte le sue sfaccettature: genere, colore della pelle, etnia e orientamento sessuale. Capiamo le preoccupazioni molto reali della nostra comunità, e ringrazio molto tutti quelli di voi che si sono messi in contatto con me nel nostro sforzo di andare avanti insieme”.

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