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New York Fashion Week, è rivoluzione?

Potrebbero sfilare le collezioni "in-season", ovvero già presenti nei punti vendita

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Il mondo del fashion system, o almeno quello legato alle settimane della moda, potrebbe stare per vivere una rivoluzione.

Come spesso succede, almeno in quanto ai trend, la voglia di cambiamento arriva da New York.

Diane von Furstenberg, presidente del CFDA, ha confermato che il Council of Fashion Designers of America, per l’appunto, si è rivolta alla società di consulenza Boston Consulting Group affidandole la conduzione di uno studio per definire il futuro delle passerelle.

Al centro dello studio, che durerà circa 7 settimane, un piano organizzativo che sia maggiormente allineato con le consegne ai retailer. Per intenderci ci si chiederà se non sia meglio presentare durante le sfilate collezioni “in-season”, ovvero già presenti nei punti vendita.

“Stilisti, retailers e un po’ tutti si stanno lamentando delle sfilate. C’è qualcosa che non funziona più a causa dei social media, le persone sono confuse – ha dichiarato a WWD Diane von Furstenberg. La possibilità di diramare in tempo reale le immagini delle collezioni attraverso i social network porta i potenziali clienti a richiedere subito in negozio abiti che non saranno consegnati prima di sei mesi”.

Se lo studio della BCG, attraverso l’analisi delle esigenze dell’industria da un lato e del retail dall’altro, avrà risultati favorevoli dunque, New York potrebbe modificare l’organizzazione tradizionale della propria fashion week creando un precedente importante anche per le altre settimane delle moda.

L’idea potrebbe essere quindi di mantenere per gli addetti ai lavori delle presentazioni semestrali in showroom mentre lasciare le sfilate ad appannaggio dei prodotti della stagione corrente rendendole maggiormente mediatiche e vicine alle esigenze dei clienti.

Al contrario di quanto accade ora, potremmo dunque vedere in pedana l’autunno inverno in settembre e la primavera estate in febbraio o come suggerito da alcuni, tra cui Patrizio Bertelli, ceo di Prada, anticipare addirittura le presentazioni donna nelle date dell’uomo, ovvero giugno e gennaio.

La rivisitazione in chiave customer oriented della New York Fashion Week, suggerisce il Cfda, avrebbe anche un’altra conseguenza positiva per i brand che sfilano. “L’assetto attuale favorisce solo chi copia” ha commentato infatti la von Furstenberg. Oltre a rispondere alle esigenze dei compratori che vogliono ciò che vedono, si ridurrebbe il tempo a disposizione dei brand fast fashion per copiare le tendenze stagionali.