19 luglio 2010

Moda, il futuro è Ethical?

Viaggio all’interno della moda sostenibile

Da qualche tempo tra una settimana della moda e l’altra, tra pre collezioni e Haute Couture, si trova il tempo per l’Ethical Fashion.

Ma che cos’è davvero la moda etica?
Quando si parla di moda sostenibile la parola che proprio non può mancare è responsabilità dell’industria, del mercato, dei media e anche dei consumatori.
Uno scenario complesso quindi che deve fare i conti con tanti e molteplici fattori quali la globalizzazione e i mercati emergenti,  la tradizione artigianale, la creatività, l’innovazione, il lusso per citarne solo alcuni.
L’ Ethical Fashion si fonda quindi su consumi consapevoli e produzioni responsabili, ma se la moda è per sua natura novità e cambiamento come è possibile conciliare le cose? La risposta sta forse nel valore culturale che si dà all’abito.

Moda critica, infatti, significa materiali “poveri” o vintage ma significa anche fibre naturali non usuali e biologiche coltivate da comunità rurali africane e che investono in progetti per le giovani stiliste dei villaggi della zona.
Un percorso lungo e in salita che il patinatissimo e veloce mondo del fashion a fatica riesce a metabolizzare, ma allo stesso tempo non lo accantona.

Famoso l’abito creato da Guglielmo Mariotto per Gattinoni in fibra di mais, così come i progetti che accompagnano kermesse come AltaModa AltaRoma o Pitti filati per non dimenticare l’appuntamento imperdibile a Parigi che dal 25 al 28 settembre 2010 ospiterà la settima edizione dell’itinerante Ethical Fashion Show.

Sperando che alla fine non sia soltanto una “moda”.

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