27 aprile 2015

Missoni in mostra a Gallarate

La mostra della settimana

Missoni in mostra a Gallarate

Il Museo MA*GA di Gallarate ospita fino all’8 novembre 2015 una mostra che mette sotto i riflettori la creatività e l’imprenditorialità di una grande maison italiana, Missoni, che proprio a Gallarate ha iniziato a muovere i primi passi nel lontano 1953.

Il percorso espositivo è articolato secondo diversi registri narrativi che delineano le principali caratteristiche della genialità di Ottavio e Rosita Missoni, fatta di colore, materia e forma. Al contempo emerge quanto la loro creatività sia legata a doppio filo con l’arte, rappresentando un caso pressoché unico nel panorama della moda internazionale.

La mostra “Missoni, l’arte, il colore” – curata da Luciano Caramel, Luca Missoni e Emma Zanella – si apre con la suggestiva video-installazione di Ali Kazma, casa di moda nata nel 2009, per mettere in luce l’esclusivo connubio tra l’aspetto artigianale che affonda nella tradizione e il design contemporaneo, l’approccio rispettoso del materiale e del lavoro della maison Missoni e la volontà dell’artista di osservare da dietro le quinte il mondo glamour della moda e, più ampiamente, dell’attività umana.

Ottavio e Rosita Missoni

Nella sezione Le Radici sono chiarite le origini della ricerca dei Missoni, le prime risorse e fonti d’ispirazione, nel campo delle arti visive e della moda. Il quadro di riferimento è quello della nascita delle avanguardie storiche in Europa, dall’astrattismo lirico di Sonia Delaunay, imprescindibile insieme a Kandinsky, al Futurismo di Balla e Severini e, come ricorda Luciano Caramel nel suo testo, “pregnante soprattutto il rimando a Klee, fondamentale per la comprensione della complessa cultura e pratica pittorica di Missoni”.

La mostra prosegue con Il colore, la materia, la forma, una serie di installazioni immersive, progettate da Luca Missoni e Angelo Jelmini, caratterizzate da una profonda fusione tra la ricerca di materia e colore, proprie del fashion design e dimensione ambientale, mutuata dalle arti visive. Realizzare abiti per i Missoni significa, infatti, dare spazio al colore, alla materia e alla forma, immaginate e plasmate secondo una rigorosa e personale ricerca estetica. “I filati sono il medium per il colore che, lavorato a maglia, prende profondità e rilievo”, scrive Luca Missoni nel testo in catalogo, e lo confermano queste grandi e scenografiche installazioni che avvicinano il visitatore all’elasticità della materia e alla ricerca delle tonalità del colore, mostrando l’eleganza e la morbidezza del filato e del tessuto a maglia, principale cifra stilistica della maison documentata anche dagli oltre 100 abiti storici esposti.

Missoni al Museo MA*GA di Gallarate

Alle opere più significative di Ottavio Missoni è dedicata l’ultima sala della mostra, presentando un’inedita installazione. Si tratta di una serie di grandi arazzi realizzati in patchwork di tessuto a maglia, allestiti in uno spazio immaginato, ancora una volta da Luca Missoni e Angelo Jelmini, come scenografico e suggestivo. Questo per sottolineare l’importanza che gli arazzi hanno avuto per Ottavio Missoni il quale, a partire dagli anni Settanta li elegge come esclusiva tecnica di espressione artistica, capace di concentrare in modo peculiare gli interessi trasversali, sia nella moda che nell’arte, per materia e colore. “Del resto, se in un primo tempo qualcuno si interrogò dubbioso sulla possibile attribuzione delle opere tessili di Ottavio Missoni, appunto in quanto tali, all’arte […] – scrive ancora Luciano Caramelben presto l’equivoco fu contraddetto dai fatti”.

Arazzi Missoni

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