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Miriam Leone si confida: “Bisogna smetterla di considerare la maternità come un destino obbligato”

L’attrice Miriam Leone si racconta in un'intervista a Grazia

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La bella attrice e conduttrice Miriam Leone, che interpreta in tv la diva triste di 1993 e l’ispettrice coraggiosa di Non uccidere, si racconta in un’intervista a Grazia in cui svela di non sentirsi simile a nessuno di quei due personaggi. Men che meno si rispecchia nel sogno comune di molte donne: marito, figli, casetta e barbecue.

Da ragazzina avrei voluto essere trasparente, e invece mi sentivo osservata. Questo mi faceva sentire diversa, straniera, mi metteva a disagio. Volevo capire chi fossi davvero. E mi cercavo. Mi facevo i capelli di tutti i colori, quando ancora questa era una scelta assurda. Compravo i vestiti usati ai mercatini delle pulci e li accostavo creando look improbabili. Avevo 15 anni e volevo disperatamente comunicare al mondo che ero a caccia di altri panni da indossare” la giovane donna si racconta così per poi rivelare un altro particolare. 

Mi sono mentita a lungo. Volevo aderire ai desideri della mia famiglia: laurea, matrimonio, figli, casa in riva al mare con terrazzo e barbecue. Ho la casa, il terrazzo e il barbecue. Ma me li sono comprati tutti da sola, senza l’aiuto di un uomo. Famiglia e figli per ora non sono nel mio orizzonte. E voglio proprio dirlo, perché bisogna smetterla di considerare la maternità come un destino obbligato. Ci sono donne che non vogliono un figlio, altre che non possono averlo. Libere tutte. Detto questo, magari fra due giorni sono incinta, nel caso le telefono. Oh, sto scherzando, eh?” lontana dallo stereotipo e sempre più una donna moderna la Leone sdogana nel modo migliore l’indipendenza femminile; non come qualcosa da ostentare, bensì come una semplice e legittimo modo di essere. 

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