1 giugno 2015

Michelangelo Pistoletto al Castello di Gallipoli

La mostra della settimana

Michelangelo Pistoletto

Il Castello di Gallipoli ospita dal 5 giugngo al 27 settembre 2015 una mostra che mette sotto i riflettori i capolavori di uno tra i più importanti artisti contemporanei al mondo, Michelangelo Pistoletto.

Il 4 giugno arriverà nell’antico maniero salentino, riaperto al grande pubblico lo scorso 5 luglio dopo anni di chiusura e incuria, l’artista stesso in occasione del vernissage della sua personale curata da Manuela Gandini.

Pittore e scultore, esponente della Pop Art, animatore e protagonista del movimento dell’Arte Povera, autore negli anni Sessanta e Settanta dei Quadri specchianti e degli Oggetti in meno, fondatore della Cittadellarte-Fondazione Pistoletto a Biella, luogo di interazione tra l’arte, l’educazione, l’industria e la società, Pistoletto ha ideato per Gallipoli tre grandi installazioni site-specific, che stimoleranno simbolicamente lo spazio di relazione tra le persone e la storia, riconnettendo il passato al presente.

Terzo Paradiso

Nella Piazza d’Armi sarà allestito il Terzo Paradiso – opera ispirata al segno matematico d’infinito – al cui centro verrà posto un grande ceppo di ulivo dentro al quale germoglierà un ulivo neonato. L’opera è dedicata dal maestro al Salento come segno di rinascita a fronte dell’epidemia batterica che ha colpito gli ulivi pugliesi. La Xylella e tutte le sue implicazioni saranno lette da Pistoletto attraverso le lente della trasformazione e della guarigione. L’opera verrà realizzata in collaborazione con l’azienda Pimar, usando rigorosamente i pizzotti di pietra leccese, blocchi estratti direttamente dalla cava che, non subendo ulteriori cicli di lavorazione, valorizzeranno la natura materica dell’opera, rispettando una risorsa non rinnovabile come la pietra.

LoveDifference

Nella sala ennagonale sarà installato, invece, un labirinto di cartone, con al centro il tavolo specchiante LoveDifference, a forma di Mar Mediterraneo, circondato da sedie provenienti dalle culture che si affacciano al Mare Nostrum. In un’altra sala espositiva vi saranno i Quadri Specchianti e il Segno Arte, frutto di sperimentazioni iniziate negli anni Sessanta, attraverso l’impiego di numerosi materiali e tecniche, con l’intento di coinvolgere attivamente lo spettatore nell’opera. Mentre i Quadri specchianti inglobano il mutare del tempo, il Segno Arte fissa la dimensione umana dell’uomo vitruviano e la ripropone negli oggetti d’uso quotidiano.

Segno Arte

La mostra, pensata per Gallipoli, contiene evidenti valenze simboliche che riguardano la vita sociale nel suo più alto momento di crisi ed esprime contemporaneamente la via del dialogo, LoveDifference, e della rinascita, il Terzo Paradiso e il germoglio d’ulivo.

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