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Max Mara Art Prize for Women 2016, vince Emma Hart

Le opere in mostra alla Whitechapel Gallery nel 2017

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La sesta edizione del Max Mara Art Prize for Women ha la sua vincitrice: Emma Hart.

La Whitechapel Gallery di Londra ha ospitato la finale del premio, istituito nel 2005 da Max Mara, Whitechapel Gallery e Collezione Maramotti, per promuovere e valorizzare il talento artistico femminile made in England.

Ad avere la meglio su Ruth Ewan, Ana Genovés, Tania Kovats e Phoebe Unwin, le altre 5 finaliste del Max Mara Art Prize for Women 2016 è stata dunque Emma Hart.

Nata nel 1974, Emma Hart vive a Londra dove lavora con ceramica, video, fotografia e suono. La sua ricerca esplora le modalità con cui le esperienze e le emozioni reali vengono travisate e attenuate quando catturate dalla macchina fotografica.
Come le altre finaliste al premio, non ha mai presentato il proprio lavoro in una mostra antologica “Sono davvero felice di aver vinto questo premio, che mi offrirà il tempo e lo spazio di lavorare in modo focalizzato, cosa che spesso purtroppo non mi è permessa. Avrò la possibilità di concentrarmi, sperimentare e immergermi completamente in nuove idee e nuove pratiche. Inoltre non mi sono mai veramente allontanata da Londra e i sei mesi in Italia saranno l’avventura di una vita”.

A convincere la giuria del Max Mara Art Prize for Women 2016 un progetto che si sviluppa attorno a un tema che è centrale per la vita e il lavoro dell’artista: il potere della famiglia. Nella sua esplorazione dell’unicità dell’ethos e delle tradizioni familiari italiane attraverso simboli, beni e oggetti, oltre ai sistemi e alle relazioni della cultura italiana, Hart intende mettere a nudo gli alti e bassi e le realtà quotidiane della vita familiare.

“È apparso evidente che la proposta di Emma Hart affronti un tema profondamente personale, essenziale per la sua vita e il suo lavoro: il potere della famiglia – ha commentato Iwona Blazwick, presidente della giuria del  Max Mara Art Prize for Women 2016, durante la premiazione. – La giuria è stata colpita dalla profondità e dall’ampiezza dei riferimenti nell’approccio di Hart, dalla Scuola di Milano per la psicoterapia familiare ai romanzi di Elena Ferrante, alla tradizione ceramica italiana della maiolica. Il Premio e la residenza in Italia offrono a Hart una rara opportunità in un importante momento della sua carriera, per un arricchimento e l’elaborazione di un nuovo lavoro. L’equilibrio tra l’approfondimento delle abilità formali e la comprensione dei mezzi espressivi da lei scelti, insieme al tempo e allo spazio per elaborare la sua ricerca, entreranno sicuramente a far parte della sua opera”.

Alla Hart verrà dunque data la possibilità di trascorrere 6 mesi del 2016 tra Lombardia, Umbria ed Emilia-Romagna durante i quali le verrà offerta l’opportunità di approfondire i suoi interessi per creare un nuovo progetto che verrà successivamente esposto in un’importante mostra personale alla Whitechapel Gallery nel 2017, prima di passare alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia.

“Il progetto di Emma mi entusiasma molto,–  ha commentato Luigi Maramotti, presidente di Max Maraperché esplora due campi particolarmente ricchi di competenze in Italia: la psicoterapia e la tradizione ceramica, sia storica che contemporanea. Siamo particolarmente interessati a seguire come Emma interpreterà questa tradizione nella sua pratica artistica così personale e contemporanea”.

Max Mara Art Prize for Women 2016 -  Emma Hart  con la giuria