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Massimo Bottura contro lo spreco di cibo

Food for soul sbarca alle Olimpiadi 2016 di Rio

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Da qualche anno Massimo Bottura, oltre a essere uno degli chef migliori al mondo portando la sua Osteria Francescana sull’Olimpo dei ristoranti di lusso, è riconosciuto per il suo impegno contro lo spreco di cibo.

Un tema fondamentale se pensiamo all’alta cucina dove gli ingredienti e le materie prime sono di primissima qualità e la tecnica di cucina si fonde con l’uso della tecnologia sempre più evoluta, basti pensare alla cucina molecolare.

Con Food for Soul, l’organizzazione no profit di Massimo Bottura contro lo spreco di cibo, lo chef 3 Stelle Michelin mette la faccia promuovendo in Italia e nel mondo la sua nuova mission “cucinare è un appello ad agire” come quella volta quando “nel maggio del 2012 due enormi terremoti devastarono l’Emilia Romagna. 3.600 forme di Parmigiano Reggiano furono danneggiate. Ci chiedemmo se una ricetta non potesse diventare un gesto sociale. Lanciammo in rete la Riso cacio e pepe: la riprodussero in migliaia. Nessuna forma ammaccata rimase invenduta e nessun artigiano perse il lavoro. Cooking is a call to act”.

Con queste parole Bottura al MAD Symposium, congresso internazionale di gastronomia voluto nel 2011 da René Redzepi e andato in scena quest’anno a Sidney, ha presentato Food for Soul che solo fino a pochi mesi fa per i più era solo una mossa di marketing, come se lo chef ne avesse bisogno.

Nata dall’esperienza di successo del Refettorio Ambrosiano di Milano, la mensa per poveri in cui durante Expo 2015 hanno cucinato 60 chef internazionali e la cui attività è attualmente in corso, Food for Soul si occuperà della raccolta fondi per costruire refettori, ristrutturando spazi urbani in disuso, o potenziare mense dei poveri già esistenti ovunque sul pianeta.

Come spiegato da Massimo Bottura, l’avventura partirà a Bologna il prossimo giugno, per poi sbarcare a Rio de Janeiro in occasione delle Olimpiadi 2016. Qui, Food for Soul promuoverà anche corsi tematici e lezioni di cucina contro lo spreco di cibo, oltre a tirocini per i giovani delle favelas. E sono già in essere progetti legati alle città di Torino, Napoli, Modena e New York in cui Food for Soul potrebbe arrivare già dai prossimi mesi.

La cucina solidale dunque da oggi ha un volto, Massimo Bottura, e un nome, Food for Soul. A garanzia del successo l’impegno della star della cucina made in Italy nel mondo preso con la mamma prima che lo lasciasse di rendere “visibile l’invisibile”, a suo modo, ovvero dietro i fornelli oltre alla sua popolarità anche tra altri grandi chef che Massimo Bottura ha già potuto coinvolgere nell’iniziativa; i fratelli Adrià, ad esempio, ma anche Paul Bocuse e molti altri ancora.

Per saperne di più ascoltatevi il discorso di Massimo Bottura alla presentazione del progetto Food for Soul a MAD Symposium 2016 a Sidney:

www.foodforsoul.it

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