22 febbraio 2016

Marta Marzotto 85 anni da rivoluzionaria

In uscita la sua autobiografia

Marta Marzotto

Il 24 febbraio compirà 85 anni: un traguardo tutto da festeggiare per Marta Marzotto, una donna che di cose da raccontare ne avrebbe davvero tante. Infatti, lo farà a brevissimo con un’autobiografia che l’Italia intera aspetta ormai da tempo, nella quale svelerà i retroscena più interessanti – e intriganti – della propria vita.

Una storia, la sua, che si presta da sé a diventare un romanzo: nata in povertà a Reggio nell’Emilia, quando da adolescente cominciò a seguire le orme della madre lavorando come mondina, di certo non avrebbe mai immaginato cosa il destino aveva in serbo per lei. Ma la natura le aveva donato una bellezza fuori dal comune, che ben presto fece innamorare gli uomini più ricchi e colti del Paese, compreso il conte Umberto Marzotto.

Un sogno d’amore, il loro, che fece fantasticare chiunque, perché per Marta Umberto rappresentava davvero quel principe azzurro che ogni donna in fondo desidera. Poi l’arrivo dei figli, l’agiatezza, tante ville meravigliose in cui vivere e divertirsi con gli amici, senza però mai rinunciare alla libertà, quella che appunto la portò – molto dopo – ad innamorarsi del pittore Guttuso e a intrattenere con lui una passionale relazione finita sulla bocca di tutti.

Marta Marzotto - Guttuso

Oggi Marta Marzotto non è cambiata di molto: continua a fare beneficenza come da quando era giovinetta, adora le feste, i balli – questa intervista nasce proprio da un incontro avvenuto allo spettacolare Ballo del Doge di Antonia Sautter, a Venezia – l’apertura nei confronti delle persone, anche quelle meno abbienti, e soprattutto quella libertà che ha sempre rivendicato e difeso. Forse, l’unica cosa che è cambiata in tutto questo tempo è la voglia di raccontarsi agli altri: ecco perché fra poco sarà in libreria un volume autobiografico interamente scritto da lei, ed ecco anche perché ci ha dedicato del tempo per anticipare un evento epocale considerata la sua veste rivoluzionaria.

Contessa Marzotto, come mai dopo tutto questo tempo ci sorprende con un’autobiografia che non risparmierà nulla della sua bella vita?
Questo libro mi è stato chiesto insistentemente per anni e anni, ma io non ho mai voluto saperne. Non mi andava di parlare delle mie cose, di mariti, amanti e tutto ciò che alla fine rientra nella normale quotidianità di tante vite meno esposte della mia. Anche per quanto riguarda la beneficenza, l’ho sempre fatta in silenzio, senza pubblicizzarmi troppo.
Però, avevo dei ricordi bellissimi custoditi nella mia memoria e la bandiera della libertà portata sempre alta. Ormai sono sola da molto, non mi sento di dover più rendere conto a nessuno; così, cinque anni fa ho cominciato a mettere mano a questo libro, che poi si è andato a poco a poco arricchendo. Se dovessi sintetizzare in poche parole, direi così: quest’autobiografia esce per l’insistenza di molti e per la proibizione di pochi.

Nessun rimpianto?
Ai rimpianti preferisco i rimorsi: meglio pentirsi per aver fatto una cosa, piuttosto che il contrario. In generale, io ho sempre cercato di dare il massimo e di fare del bene, perciò il mio bilancio a 85 anni è positivo. Sono felice sia della vita che ho avuto, sia di quella che ho tuttora.

Una volta ha detto che la vecchiaia è divertente, non la annoia per niente.
Ed è verissimo! Le giuro che se avessi saputo prima quanto mi sarei divertita e sgravata da pesi e problematiche a quest’età, mi sarei aumentata gli anni da sola, per crescere più in fretta. Ho dei figli meravigliosi, una nipote – Beatrice – che è la luce dei miei occhi, faccio quello che voglio, mi sposto dove e come posso senza dover dare spiegazioni né giustificazioni. Venezia è diventata un po’ la mia seconda casa, perché è un gioiellino in cui c’è così tanto da fare, e da vedere. Penso che ogni età sia pazzesca, e fantastica, nel suo modo di essere: la vecchiaia è il periodo in cui finalmente non si hanno più doveri, solo diritti.

Lei però qualche dovere lo sente ancora, visto che non si risparmia mai davanti a opere di beneficenza.
La solidarietà nei confronti degli altri, amici e non, ma soprattutto le persone meno fortunate, mi ha caratterizzata sin da quando ero giovanissima e, seppur estremamente povera, dividevo volentieri il mio tocco di pane quotidiano farcito da una sottile fetta di mortadella con chi non aveva nulla da mangiare. Negli anni, sono stata madrina di molti eventi di beneficenza, ma altrettanta ne ho fatta in silenzio, senza espormi ai riflettori, perché ho sempre pensato una cosa: i privilegi comportano anche degli oneri.
Pertanto, tutto ciò che ho fatto nella mia vita per aiutare i bisognosi non aveva come fine la visibilità né l’alleggerimento della mia coscienza; semplicemente, lo trovavo un vero e proprio dovere. Ecco, forse questo è l’unico dovere che a 85 anni mi è ancora rimasto.

Lei ha viaggiato e vissuto in tantissimi posti. C’è un luogo che le è particolarmente caro?
Il deserto: ne ho visitati molti, a volte dormendoci o comunque in situazioni disagiate, senza alcun lusso. Il deserto mi parla, per me è un’enorme attrazione, soprattutto in quel trasformarsi continuo delle dune: riconosco in esso me stessa, così libero e mutevole.

Un’ultima domanda: come festeggerà l’uscita del nuovo libro?
Con una grande festa, con tutti gli amici e i familiari più cari, i giornalisti, le donne dalla cui parte sono sempre stata. In passato le mie porte sono state aperte a chiunque voleva sedersi al mio tavolo portando allegria, soprattutto in Sardegna: questo sarà quindi un ricordo e un omaggio di quei tempi, oltre a un’occasione in più per divertirmi.

Marta Marzotto -  feste in Sardegna

Chiara Giacobelli

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