12 novembre 2009

Marcel Duchamp. Critica, biografia, mito

Nuovo libro di Electa

Marcel Duchamp. Critica, biografia, mito

Electa, per la collana Monografie del ’900, dedica un volume a uno dei personaggi più complessi e allo stesso tempo più influenti dell’arte del Novecento, Marcel Duchamp con “Marcel Duchamp. Critica, biografia, mito”. Un artista fondamentale, di cui si è arrivati a scrivere che il vero capolavoro è stato la sua stessa vita.

Il volume, curato dallo storico e critico d’arte Stefano Chiodi, si presenta come un’antologia che raccoglie gli scritti e le interviste più significative dell’artista e i testi critici di eminenti studiosi come Rosalind Krauss, Arturo Schwarz – che nel 1969 pubblicava il primo catalogue raisonné dell’artista -, Alberto Boatto e Achille Bonito Oliva - che focalizzano la loro attenzione sull’influenza decisiva esercitata da Duchamp sugli artisti e sul pubblico contemporaneo -, e di artisti come André Breton, John Cage e Jasper Johns. Il libro si conclude con una selezione di opere di Duchamp, seguite da una densa biografia e dalla fortuna critica dell’artista.

È con l’opera di Duchamp che si verifica il cambiamento più eclatante nella storia artistica del secolo scorso, con il radicale spostamento dall’idea di opera d’arte come oggetto a quella di opera d’arte come procedimento mentale.

È questa precoce consapevolezza della discontinuità col passato, la percezione acuta di una interruzione, di una irreversibile incrinatura della sfera estetica così come era stata ereditata dalla cultura ottocentesca, a porre Duchamp in una posizione unica fra i suoi contemporanei e a farne un interlocutore ideale per la nostra epoca”, scrive Stefano Chiodi nel volume.

Il readymade ha costituito un’innovazione tale da cambiare il modo stesso di fare, concepire e guardare l’arte: l’opera “già fatta” segna il superamento della tradizionale egemonia dell’abilità manuale e del gusto dell’artista, se è vero che “sono gli osservatori a fare i quadri”, secondo la celebre battuta dello stesso Duchamp. L’appropriazione di un oggetto esposto come opera d’arte innescò nuove domande estetiche, ontologiche ed epistemologiche che sono ancora di forte attualità.

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