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Luxgallery ospite per una notte del leggendario Moulin Rouge

Moulin Rouge: artisti da tutto il mondo, ballerine, Cancan e favolosi costumi

©Moulin-Rouge®

di Chiara Giacobelli

Passano i secoli, ma non accenna a diminuire la fama del Moulin Rouge, il tempio della tragressione nella Parigi di fine Ottocento la cui suggestiva atmosfera tante volte il pittore Toulouse-Lautrec riprodusse nelle sue celebri locandine. Le ballerine di Cancan ne divennero ben presto il simbolo in ogni dove e fu proprio da lì – da quel palco di magie, dalle poltroncine i cui contorni un tempo sfumavano nella nebbia dei sigari, nei sapori dell’assenzio e nel rosso che alludeva chiaramente alla passione, all’ambiente sexy, alla cosiddetta “joie de vivre” nelle notti della Belle Époque – che numerosi artisti trassero ispirazione per quadri, illustrazioni, bozzetti, romanzi, racconti, poesie e tutto quanto la capitale francese fosse allora in grado di offrire più di ogni altra città.

Molto è cambiato da quei giorni lontani, eppure – in un certo senso – ogni cosa è rimasta uguale, perché l’82esimo del Boulevard de Clichy è ancora in grado di far sognare come una volta, sin dal momento in cui si intravede il grande mulino volteggiare nel cielo per riportarci indietro nel tempo. Dress code chic, signore e signori in abiti eleganti, Champagne ai tavoli con la possibilità di cenare accolgono la grande quantità di ospiti che continuamente si riversa all’interno del “Palace of the dance and women”, così ribattezzato quando – inaugurato nel 1889 e subito sulla bocca di tutti – il Moulin Rouge si fece conoscere al mondo intero specialmente grazie al cabaret “più lussuoso, grande ed elegante che sia mai esistito”, oltre, ovviamente, grazie alla nascita della Music-Hall e del French Cancan.

L’interno e l’arredamento attuali sono stati mantenuti cercando di rispettare il più possibile la tradizione, dal colore rosso che domina la scena alle locandine di Lautrec, dai piccoli tavolini vicini l’un l’altro con la vista sul grande palco ai tessuti. Ma di certo ciò che rapisce per ben due ore l’attenzione dei turisti non troppo interessati alla storia del locale è il cabaret, una vera sorpresa anche per chi, come me, ha visto tantissimi spettacoli di intrattenimento nei più svariati Paesi.

Lo show prende il nome di “Féerie” ed è stato creato da Doris Haug e Ruggero Angeletti, dal 1961 direttori di alcune tra le più famose esibizioni nel mondo: ben cento sono gli artisti che si danno il cambio seguendo con precisione le coreografie di Bill Goodson, ma ancora più alto è il numero dei costumi appositamente disegnati da Corrado Colabucci (un migliaio, senza considerare le 800 paia di scarpe); non da meno in fatto di qualità sono poi le sontuose scenografie ad opera di Gaetano Castelli, gli ottanta musicisti, i sessanta coristi e persino un gigante acquario dove nuota un’impavida ballerina circondata da serpenti.

Le due ore di “cabaret” trascorrono così in un battibaleno, tra un sorso di Champagne e un applauso, mentre gli occhi brillano di fronte ai clown, alle danzatrici seminude, ai pony, ai bravissimi pattinatori che più volte lasciano senza parole, agli atleti capaci di numeri prodigiosi, ai cantanti e ai pirati, facendo in modo che la fantasia possa perdersi dentro uno splendido luogo d’arte prima ancora che di trasgressione, moderno eppure contenente in sé un enorme potenziale storico, letterario, sperimentale e suggestivo derivante da quell’Ottocento francese che nessuno dimenticherà mai.

Informazioni utili:

Moulin Rouge

Montmartre, Place Blanche

82 Boulevard de Clichy

75018 Paris

Phone : +33 (0)1 53098282

Web: www.moulin-rouge.com

Mail: information@moulinrouge.fr

 

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