18 gennaio 2016

Leonardo DiCaprio infiamma Roma

Nella capitale per la prima di The Revenant

Leonardo DiCaprio infiamma Roma

E’ il suo anno e la frenesia che lo circonda ne è la prova.

Da qualche giorno è partito il tour promozionale di The Revenant, considerato uno dei film più interessanti del 2016, che non a caso ha raccimolato la bellezza di 12 nomination agli Oscar tra cui le più prestigiose ovvero Miglior Film, Miglior Attore Protagonista e Miglior Regista.

L’attenzione, in realtà è tutta per l’assoluta star della pellicola di Alejandro Gonzales Inarritu, Leonardo DiCaprio, fresco vincitore del Golden Globe, che il prossimo 28 febbraio potrebbe alzare al cielo il suo primo Academy Awards.

Il tour promozionale di Redivivo dopo Londra e prima di Parigi, lo scorso weekend ha toccato lo Stivale, in particolare Roma.

La folla davanti alla Casa del Cinema di Roma

DiCaprio, accompagnato dal regista messicano, è stato accolto venerdì sera nella capitale dal consueto calore che i fan e gli appassionati riservano ad un artista del suo calibro.

Migliaia di persone lo hanno aspettato per ore stipate dietro le transenne del red carpet allestito alla Casa del Cinema; atteso per le otto, DiCaprio è arrivato dopo le nove e si è concesso al pubblico firmando autografi e facendo selfie con le fan.

All’esclusiva premiere, a cui si accedeva solo su invito, diversi protagonisti del cinema italiano, da Marco Bellocchio a Nicola Piovani, da Valeria Golino a Paolo Taviani.

Leonardo DiCaprio e Alejandro Gonzales Inarritu a Roma

Stessa ressa e attenzione mediatica sabato, all’Hotel St. Regis, dove Leo e il regista premio Oscar hanno incontrato la stampa.

“E’ meraviglioso che il film sia stato accolto così bene, che tanta gente stia andando a vederlo, che abbia avuto tutti questi riconoscimenti da parte dell’Academy. Ma la ragione per cui abbiamo fatto il film non è questo, lo abbiamo fatto per cogliere un’opportunità di realizzare un’opera d’arte su scala epica. Per me è fantastico essere stato nominato, vincere dei premi ma non è il motivo per cui faccio film, quello è un bonus”, ha detto l’attore di Titanic interrogato sulla possibilità di vincere il suo primo Oscar.

Il film racconta l’epopea di Hugh Glass, un cacciatore di pellicce americano della prima metà dell’Ottocento, che, durante una spedizione tra Missouri e South Dakota, viene attaccato da un gruppo di nativi Arikara che cercano la figlia del capo che è stata rapita.

Decimato il gruppo, Glass cerca di guidare i superstiti attraverso una terra inospitale quando viene ferito gravemente da un orso Grizzly e abbandonato dagli altri a morire.
Nel ruolo del compagno di spedizioni senza scrupoli, la cui prospettiva però è raccontata senza manicheismo, c’è  Tom Hardy. Ma Glass non muore e, mosso da un desiderio di riscatto e vendetta, attraversa centinaia di chilometri per ritrovare chi lo aveva abbandonato.

Due ore e mezza di pedinamento della macchina da presa nei confronti di DiCaprio attraverso una natura selvaggia, sconfinata ma già brutalizzata dall’uomo.

Leonardo DiCaprio incontro stampa

“Questo film mi ha dato molti stimoli, ma più di ogni altra cosa secondo me esplora il rapporto tra l’uomo e la natura, racconta una storia di perseveranza e tentata di rispondere alle domande esistenziali che tutti ci poniamo: cosa ci fa andare avanti nelle avversità, cosa ci sprona a non arrenderci? Guardando questo film possiamo rimanere colpiti dall’adattabilità dell’uomo, dalla sua capacità di tenere duro”, ha aggiunto DiCaprio, che ha girato per otto mesi tra Canada e Argentina, fino al Polo Sud, rinunciando alla controfigura, tra tuffi nell’acqua gelata, scene in cui mangia realmente pesce e fegato crudi e si arrampica sulle montagne con addosso pesanti pelli d’orso.

Al di là dell’esperienza umana e cinematografica importante, il motivo che ha spinto DiCaprio ad accettare questa sfida è stato il suo sconfinato impegno a favore dell’ambiente.

“Il film affronta molti temi legati all’ambiente, si pone le questioni: cosa stiamo facendo al nostro pianeta, come ci comportiamo nei confronti degli altri essere umani sotto l’effetto della bramosia, dell’opportunismo? Cosa siamo disposti a fare ad altre creature o all’ambiente dove viviamo pur di sopravvivere? Nel film mostriamo come gli occidentali non si siano fatti scrupoli di calpestare la cultura dei nativi americani, di gettare giù foreste, di sterminare gli animali. Ci illudiamo di imparare dal passato ma tutto questo sta avvenendo oggi semplicemente su una scala ancora maggiore di allora. Il film è un’esplorazione della natura umana e cosa ci rende diversi dalle altre specie”.

Dopo il bagno di folla romano, e prima di partire per la Ville Lumiere, DiCaprio con l’immancabile madre e corte di amici, il regista e i capi della Fox, tra cui Osvaldo De Sanctis, si è concesso una cena al ristorante di Trastevere L’Antica Pesa.

L’attore conosce bene la cucina dell’Antica Pesa: a Brooklyn è un affezionato cliente della succursale newyorkese di Franceschino Panella.

Leonardo DiCaprio e Alejandro Gonzales Inarritu incontro stampa

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