8 giugno 2016

La racchetta di Djokovic ai Roland Garros 2016

Trionfo firmato Head

La racchetta di Djokovic ai Roland Garros 2016

Novak Djokovic per vincere il primo Roland Garros  della sua vita ha fatto conto sulla sua preparazione atletica al top, sul tifo di vip del calibro di Leonardo DiCaprio e Hilary Swank, ma anche su un alleato che si è rivelato imbattibile: la racchetta Head Graphene XT Speed.

La vittoria parigina consegna al campione serbo il quarto Slam di fila, il 12esimo in carriera, e soprattutto gli lascia intatta la speranza di completare il Career Grand Slam, che vuole la vittoria dei 4 tornei sull’anno solare. All’appello mancano solo Wimbledon e US Open.

A seguito di questo successo il CEO di Head Johan Eliasch ha voluto celebrare la vittoria di Nole con un regalo di lusso, una racchetta d’oro su cui sono stati incisi i nomi dei Grandi Slam vinti.

Johan Eliasch e Djokovic

Il giocatore serbo ha sconfitto Murray per la settima volta di fila nella finale di un Grande Slam. I due compagni Head si sono sfidati tre volte nel 2016, con la vittoria di Djokovic nelle finali di Madrid e Parigi mentre Murray ha trionfato nel Master di Roma, il mese scorso.

“Questo è davvero un momento speciale per me, il più emozionale della mia carriera tennistica – ha commentato il felicissimo vincitore. – Voglio ringraziare il mio team, la mia famiglia e i miei due amori, che mi hanno permesso di realizzare questo sogno!”.

Djokovic nella finale dei Roland Garros 2016

Murray, che promuove la racchetta Head Graphene XT Radical, ha elevato il suo livello di gioco sulla terra rossa nelle ultime due stagioni, vincendo  due tornei nel 2015 e proseguendo nel 2016. Il  tennista numero 2 al mondo, è il primo giocatore inglese ad aver raggiunto la finale degli Open di Francia dopo Bunny Austin nel 1937 e il decimo a contendersi la finale di quattro Slam.

Il giocatore scozzese ha commentato così: “Vincere quattro Grandi Slam di fila è un successo incredibile e per questo mi voglio congratulare con Novak. Alcuni successi sono più unici che rari. Una cosa così non accadeva da molto tempo e penso che ci vorrà ancora molto tempo perchè possa capitare di nuovo”.

Andy Murray nella finale dei Roland Garros 2016

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