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“Kandinskij, il cavaliere errante. In viaggio verso l’astrazione” a Milano al Mudec: date, informazioni, opere

“Kandinskij, il cavaliere errante. In viaggio verso l’astrazione" al MUDEC di Milano, ecco tutto quello che devi sapere

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Un’esposizione davvero monumentale quella di “Kandinskij, il cavaliere errante. In viaggio verso l’astrazione” che vanta 130 opere dai più importanti musei russi, georgiani e armeni per un pellegrinaggio attraverso la Russia. Inaugurata oggi al MUDEC – Museo delle Culture di Milano – che terminerà il 9 luglio 2017. All’interno della mostra saranno 49 le opere che raccontano il “periodo del genio” dell’artista russo che porta alla svolta completa verso l’astrazione, e di 85 tra icone, stampe popolari ed esempi di arte decorativa. Le opere, alcune delle quali mai viste prima in Italia, provengono dai più importanti musei russi, come l’Ermitage di San Pietroburgo, la Galleria Tret’jakov, il Museo di Belle Arti A.S. Puškin e il Museo Panrusso delle Arti Decorative, delle Arti Applicate e dell’Arte Popolare di Mosca.

02_kandinskij_destino-cupole_lowL’esposizione, che cade nell’anno del centenario della Rivoluzione russa e a ridosso delle celebrazioni del centocinquantesimo anniversario della nascita dell’artista, è un progetto “site-specific”, legato alla vocazione del MUDEC-Museo delle Culture: è, infatti, fondato sul rapporto tra arte ed etnografia e sulla metafora del viaggio come avventura cognitiva. Tutti aspetti sperimentati dal fondatore dell’astrattismo, che rivoluzionò buona parte della successiva ricerca espressiva nel mondo, e che ha sempre mostrato interesse per un approccio scientifico alla realtà e per le esplorazioni. Kandinskij amava ripetere: “Per anni ho cercato di ottenere che gli spettatori passeggiassero nei miei quadri: volevo costringerli a dimenticarsi, a sparire addirittura lì dentro”. Dipinti, acquerelli, disegni e incisioni di Kandinskij, antiche icone, stampe, tessuti e oggetti di arte applicata consentiranno allo spettatore – che avrà a disposizione, lungo il percorso, anche installazioni multimediali integrate, ideate e curate da Giuseppe Barbieri, professore di Storia dell’arte moderna all’Università Ca’ Foscari Venezia – di comprendere l’origine e lo sviluppo del codice simbolico dell’artista, in un viaggio affascinante e totalmente “immersivo” tra le sue fonti visive russe (la mostra ospita anche quattro icone, 15 stampe popolari e una sessantina di oggetti d’arte decorativa) cui l’artista attinse costantemente.

06_kandinskij_mosca-piazza-rossa_lowLa mostra Kandinskij, il cavaliere errante. In viaggio verso l’astrazione parla di un duplice viaggio: un viaggio reale – quello compiuto da Vasilij Kandinskij nei suoi anni universitari, nel nordico Governatorato di Vologda – che fu generatore di emozioni tanto potenti e incancellabili da mutare, di lì a qualche anno, il corso della sua vita– e uno ideale, interiore: quell’itinerario che, attraverso tappe progressive e ritorni sui propri passi, improvvise folgorazioni spirituali e profonde riflessioni teoriche, lo avrebbe condotto da una pittura figurativa, posta ancora nel solco della tradizione, a un’assoluta e sovversiva non-oggettività, portandolo a un distacco dal reale che avrebbe rivoluzionato l’arte del Novecento. In questa mostra il visitatore è invitato a compiere un’esperienza di “viaggio” all’interno del laboratorio creativo dell’artista, alla ricerca dei quei segni che dapprima lo hanno avvolto, poi conquistato e infine guidato verso l’astrazione.