9 luglio 2015

Intervista a Gene Pompa

La meraviglia della natura in rilievo

Gene Pompa, artista paesaggista italiano

Quando ormai parecchi anni fa inaugurò una tecnica dedicata a sua figlia, piena di passione, creatività e anche di una buona dose di azzardo, nessuno voleva dargli fiducia: “Sprechi troppo colore”, dicevano i più, “Non si vede bene l’immagine”. Lui, però, non si diede per vinto e, mese dopo mese, perfezionò quella che effettivamente era una maniera di fare arte all’avanguardia, unica nel suo genere e davvero bellissima da ammirare.

Oggi Gene Pompa ce l’ha fatta: è diventato uno dei pittori più quotati del momento in Italia, impegnato ad esporre costantemente le proprie opere in vari paesi del mondo – recente è la personale a New York – oltre a possedere un atelier sempre affollato di visitatori in via Bellinzona 12 nel quartiere Trieste di Roma e una galleria a Spoleto, sua seconda casa.

Qui su Luxgallery vi raccontiamo la storia di un Artista con la A maiuscola che ha saputo perseguire un sogno e infine ha trovato la giusta collocazione nel mercato internazionale. Non solo: di fatto, attraverso le immagini dei suoi quadri, le forme, le tinte accese, i paesaggi sensazionali, vi raccontiamo una storia di pura e semplice bellezza.

Gene Pompa, artista paesaggista italiano

Gene, come e quando hai iniziato a dipingere?
Diciamo che non ho una data precisa. Da piccolo mi piaceva disegnare, poi all’età di 10–12 anni arrivai in Italia dopo aver vissuto in Egitto: era il periodo del boom economico e mio padre se la cavava bene facendo il sarto di alta moda. Gli piaceva molto dipingere, suonare, stare in mezzo alla gente, quindi credo di aver ereditato questa passione da lui.
Ho iniziato a vendere i miei primi quadri a 18 anni, presso la galleria Esedra vicino a Piazza della Repubblica, ma erano copie della Roma Sparita, ovvero una serie di 120 quadri che ritraggono la città alla fine dell’Ottocento e furono realizzati da Ettore Roesler Franz in acquerello. Le mie copie si differenziavano perché erano ad olio e ho trovato subito un grande interesse da parte di questa celebre galleria.
Dopo la morte precoce di mio padre, dovendomi occupare della famiglia abbandonai l’arte per dedicarmi ad altri mestieri più remunerativi. Ma poi, quando nacque mia figlia Giulia, qualcosa scattò dentro di me e la mia creatività diede vita a questa nuova tecnica a rilievo che usa principalmente la spatola.

Ti ispiravi a qualcuno in particolare?
No, sono sempre stato un autodidatta. Ho fatto scuola di nudo all’Accademia, scuola di murales, architettura per tre anni, ma il successo è arrivato con questo innovativo sistema di pittura. Ovviamente all’inizio non è stato semplice: non tutti pensavano che fosse una buona idea, inoltre non raggiungevo i risultati che realmente desideravo; c’è voluto molto esercizio, diciamo circa una decina d’anni di affinamento. Con il tempo la gente si è incuriosita sempre di più nei confronti del mio metodo particolare e così ho cominciando a vendere tanti quadri, suscitando l’attenzione dei critici e dei colleghi.

Il tuo cavallo di battaglia sono senza dubbio i paesaggi.
Sì, li dipingo ormai da una ventina d’anni. Iniziai con il mare, poi passai a delle scene più informali, ma sempre in rilievo. Ultimamente mi piace concentrarmi sugli alberi, perché rappresentano la vita.

Come nasce l’idea per un nuovo quadro?
Può arrivare in qualsiasi momento: guardando la televisione, passeggiando, osservando la natura e traendo ispirazione da essa. Per prima cosa butto giù uno schizzo, poi lo porto in studio e passo molto tempo ad elaborarlo secondo il mio metodo.

Qualche luogo a cui sei particolarmente legato?
La Toscana, l’Umbria, ho lavorato molto anche a Saint Paul, a venti chilometri da Nizza, considerata la città dell’arte per eccellenza. Una decina d’anni fa ho tenuto una mostra strepitosa a Reggio Emilia: avevo portato 22 quadri e sono tornato a casa con due soli pezzi rimasti! I miei clienti sono sia italiani che stranieri, soprattutto americani. Uno di questi è, ad esempio, l’ex Ambasciatore dell’Onu a Roma, ormai diventato un amico. Un altro mio estimatore è Vittorio Sgarbi, che ha firmato la prefazione di un mio catalogo.

Di recente hai organizzato mostre importanti a Londra, New York, oltre all’Expo di Milano. Dove altro potremo trovarti?
Fino al 12 luglio sarò presente al Festival dei 2 Mondi di Spoleto, in via Palazzo dei Duchi 18. Trattandosi della mia città e di una manifestazione molto importante, ci tengo in particolar modo e per questo vi sto dedicando tutte le mie energie.

Gene Pompa, artista paesaggista italiano, con Vittorio Sgarbi

Info: www.genepompa.com

Chiara Giacobelli

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