15 gennaio 2015

Intervista a Carlo Del Bo

L'auto del futuro, dovrà difendersi dagli hacker

Carlo del Bo – executive advisor di Bizempowerment

Da indiscrezioni sempre più confermate, il blasonato quotidiano inglese Times, rileva che il rischio di un attacco hackers sui dispositivi elettronici montati sulle nostre automobili è sempre più certo. In effetti a pensarci il rischio c’è realmente.

Le automobili di oggi sono sempre più connesse, sempre più multimediali, il guidatore può, oltre a collegarsi con il proprio cellulare, tramite bluetooth, al proprio veicolo, ha la possibilità di collegarsi via internet tramite una semplice pressione sullo schermo touch screen presente in auto.

Le vetture di oggi hanno infatti, nello schermo centrale, alcune app già preimpostate, come quelle destinate agli smartphone, dove l’utilizzo di internet è irrinunciabile. Tutta questa connessione e tecnologia si ripercuote poi su possibili attacchi da parte dei cybercriminali rivolti ad entrare sia nella propria privacy, cellulare, che a mettere nel loro mirino i sistemi di controllo della sicurezza delle auto come ad esempio il sistema elettronico che su molte auto gestisce sulla frenata o sull’accelerazione.

Abbiamo chiesto se tutto ciò è possibile a Carlo del Bo, executive advisor di Bizempowerment di Lugano che da oltre 25 anni è specializzato nella cyber security nonchè specialista della cyber defence.

“L’accesso al web porta in dote, inevitabilmente, una vulnerabilità. Non importa quale sia lo strumento che accede alla rete. Recenti attacchi hacker negli States, ad esempio, hanno avuto come vittime frigoriferi e televisori connessi a internet. Elettrodomestici che, contrariamente ai PC, nella stragrande maggioranza dei casi non sono protetti da antivirus, non hanno a disposizione firewall e non applicano gli aggiornamenti di sicurezza via via rilasciati dai produttori di software. L’auto non fa eccezione” ha detto Del Bo.

Da quanto riporta il Times sono tanti i modelli di vetture a rischio nel mondo e alcune case automobilistiche sono già state hackerate. La prima in assoluto è stata la Tesla ma la paura è che altre potrebbero già seguire, “L’auto da un lato potrebbe fungere da cavallo di Troia per quanti volessero accedere, indirettamente, a smartphone e dispositivi mobile che dialoghino con il veicolo –  prosegue Carlo Del Bo - L’elettronica governa oggigiorno l’80% delle tecnologie d’una vettura. Dall’ABS all’ESP, agli air bag, senza dimenticare le smart key e i moderni dispositivi di sicurezza come ad esempio l’arresto automatico in caso di collisione imminente. Violare l’elettronica di un veicolo può significare prenderne possesso a distanza. A maggior ragione quando i sistemi di guida autonoma, attualmente in fase di prototipazione, diventeranno operativi.

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