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Il welfare aziendale di Gucci per le coppie gay

Sì al congedo matrimoniale

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Nel mondo del lusso non mancano esempi di gestioni aziendali “illuminate”: dai generosi bonus aziendali concessi da Brunello Cucinelli e Leonardo del Vecchio, al welfare flessibile sposato da Marcolin, alle politiche aziendali di Luxottica volte a incrementare il benessere dei propri lavoratori e delle loro famiglie.

Ora è Gucci a farsi protagonista di un gesto di grande modernità nei confronti del suo staff.

Se il numero uno di Virgin Richard Branson ha concesso ai dipendenti diventati neo genitori un anno di congedo parentale interamente retribuito dopo la nascita o l’adozione di un bambino, la Maison di Firenze punta a estendere il congedo matrimoniale alle coppie gay.

Lo stesso Ceo del marchio che fa capo al Gruppo Kering, François-Henri Pinault, ha sempre considerato come valori lo sviluppo sostenibile e l’etica, scendendo in campo con Fondazione Kering al fianco delle donne nella lotta contro la violenza.

Dopo aver sponsorizzato la parità uomo/donna in tutti gli aspetti della vita professionale, Gucci intende “estendere l’istituto delle ferie matrimoniali anche ai dipendenti che vivono rapporti di coppia con persone dello stesso sesso e contraggono matrimonio all’estero”.