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Il Re Mida dell’e-commerce

Jacques-Antoine Granjon, anima di vente-privee.com

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Parlare con Jacques-Antoine Granjon, Presidente, Direttore Generale e fondatore di vente-privee.com è un’esperienza unica. Dietro a un aspetto bohemien si cela una persona con una limpida idea di business, un innovatore, un pioniere dell’e-commerce capace di portare il fatturato della sua azienda da 530mila euro a 620 milioni in 7 anni grazie alla tenacia, alla dedizione e a una capacità imprenditoriale senza pari. Luxgallery lo ha incontrato per farsi spiegare i come e i perché di un tale successo. Che sono più semplici di quanto si creda.

Quando e perché ha deciso di fondare vente-privee.com?
Siamo partiti nel 2001 con vente-privee, ma la nostra storia comincia molto prima, nel 1985, quando ho creato la mia azienda che operava in ambito wholesale. Nel 2001 abbiamo cominciato a ripensare al futuro dell’attività, visto che nel mercato le cose stavano cambiando con l’arrivo sempre più massiccio di grandi marchi con i loro negozi. C’era un’opposizione tra noi, che cercavamo di comprare articoli di diversi brand in giacenza a un prezzo molto basso, e il modo in cui questi articoli erano venduti nei “discount”, cosa che ci penalizzava. Se avessimo voluto sopravvivere, avremmo dovuto seguire quella strada ma non ci interessava. Ecco allora l’idea internet, che mi fece subito pensare di non confluire nei discount ma di sfruttare le opportunità offerte dal web. I prodotti, di fatto, morivano nei magazzini delle case produttrici; nessuno li voleva prendere per non doverli vendere sottocosto e perderci, dati i costi di logistica e stoccaggio. Noi, semplicemente, ci siamo inseriti in questa catena con un modello di business molto semplice: comprare gli articoli di fine serie a un prezzo molto basso e rivenderli online velocemente, diminuendo il più possibile i costi di stoccaggio e aggiungendo loro nuovo valore. Il vero successo è arrivato nel 2005, con la nostra svolta tecnologica in un momento di rapida crescita di internet, che ci ha portato a essere uno dei maggiori player mondiali.

Qual è il profilo del vostro utente?
Abbiamo quasi 9 milioni di membri registrati a vente-privee.com in Europa, per cui posso dire che il profilo è quello di ogni persona che usa internet. Tutti gli internauti vogliono comprare articoli firmati, a poco prezzo. E perché noi possiamo offrire questo? Perché vendiamo gli articoli di fine serie, ormai fuori collezione.

Qual è il brand con cui lavorate meglio?
Tutti i brand di moda donna sono degli ottimi partner, ma anche molti marchi sportivi come Puma e Adidas. Direi che non c’è differenza da questo punto di vista tra le maison del lusso e marchi meno “nobili”.

Quali sono attuamlente i vostri clienti e i vostri mercati di riferimento?
I nostri principali clienti sono i brand, non sempre marchi del lusso: lavoriamo, giusto per fare un esempio, tanto con Yves Saint Laurent quanto con Nivea. Vogliamo la diversità così come la vogliono i clienti dei vari brand, questo è importante. La nostra strategia, oggi, è quella di offire il miglior servizio a tutti i brand europei. Siamo molto forti in Francia, dove abbiamo incrementato negli anni il nostro fatturato, e ora vogliamo fare lo stesso in altri 4 Paesi europei: Italia, Germania, Spagna, Regno Unito. Specialmente in Italia, con cui lavoriamo da anni, abbiamo deciso di consolidare la nostra posizione aprendo una sede commerciale entro il 2009. Il nostro mercato è l’Europa.

Il segreto del successo di vente-privee.
Ci sono diversi fattori. Sicuramente l’esperienza, dal momento che abbiamo ideato vente-privee oltre vent’anni fa, con persone che già lavoravano nel campo della distribuzione e del retai. Poi il tempo, visto che quando siamo partiti nel 2001 eravamo praticamente soli, i veri competitor sono arrivati solo nel 2005; abbiamo potuto operare soli per diverso tempo, commettere anche errori ma potersi permettere di sbagliare, dicendo al mercato “abbiamo sbagliato perché siamo appena nati, perdonateci, ora faremo meglio”. Ora è più complicato, perché se sbagli il mercato non ti perdona. Altro fattore è il denaro, perché quando siamo partiti abbiamo potuto fare profitti molto in fretta e investire questi profitti, senza dipendere da banche o investitori, per migliorare servizi, logistica, stoccaggio, IT. Tutto questo si unisce al fatto che abbiamo una visione a lungo termine e che ora il nostro focus non è fare soldi in fretta ma offire il servizio migliore ai brand e ai clienti: investire nella qualità del servizio è il miglior investimento a lungo termine. Per esempio, quando all’inizio commettevamo degli errori, come detto, non ci siamo mai nascosti, abbiamo sempre ammesso gli sbagli con i clienti nell’ottica di migliorare. Ecco, la trasparenza è un altro dei fattori del nostro successo, insieme alla grande varietà di competenze, prodotti e marche che caratterizzano vente-privee. Per questo i brand e i clienti ci apprezzano.

Quanto crescerà l’e-commerce nei prossimi anni, a suo parere?
Siamo soltanto agli albori dell’e-commerce. Crescerà in continuazione, perché la cosa di cui abbiamo più bisogno oggi è il tempo e l’e-commerce te lo offre: puoi comprare 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, ovunque ti trovi, una cosa che soprattutto i giovani amano. Certo, i grandi negozi continueranno a esistere, ma dovranno evolversi in qualcosa di nuovo. Secondo me rimarranno solo tre grandi tipi di distribuzione: e-commerce, distribuzione locale e ciò che io chiamo “leisure distribution”, centri che dovranno offrire, oltre allo shopping, altri servizi come, per esempio, piscine, cinema, biblioteche, punti d’incontro, una sorta di nuova agorà. Questi tre tipi resteranno, tutti gli altri negozi per come li conosciamo ora spariranno.

Jacques-Antoine Granjon, l’uomo: hobby, passioni, visione della vita…
La mia passione è la mia azienda. Voglio che cresca sempre più forte, che guadagni quote di mercato e quando la vedo migliorare sono felice. Del resto è un impegno tanto grande che lascia poco tempo per il resto; anche quando non sono in azienda o sono in vacanza penso sempre a come migliorarla, a nuovi servizi, nuove strategie… Certo, poi ho anche tre figli che adoro e che… danno più pensieri dell’azienda e sono molto più duri da gestire. Poi amo fare immersioni, l’unico momento senza e-mail e telefono. Penso di essere una persona fortunata e, in fondo, molto semplice.

Francia e Italia: lo stilista di ciascun Paese che ama di più.
Amo molto Dolce & Gabbana per l’Italia e per la Francia Hedi Slimane: penso che per Dior crei dei capi eccezionali.

Davide Passoni

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