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Il Cactus di Gufram firmato Paul Smith

Presentato alla Milano Design Week 2016

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La Milano Design Week 2016 appena finita lascia in eredità numeri da record per quanto riguarda gli ingressi in fiera e una lunga lista di must have di design.

Uno di questi è l’appendiabiti Cactus di Gufram disegnato da Guido Drocco e Franco Mello nel 1972, uno dei pezzi forti della mostra “GUFRAM ON THE ROCKS. 50 Years of Design against the Tide” ospitata durante la settimana del mobile alla Galleria Carla Sozzani e dedicata ai primi 50 anni del brand.

Ma il vero colpo di fulmine è avvenuto nelle vetrine della boutique in via Alessandro Manzoni 30 dove è rimasta esposta per tutta durata del Furosialone 2016 la versione firmata da Paul Smith.

Il celebre designer inglese è spesso chiamato a personalizzare oggetti di design durante anniversari importanti, dalla penna 849 nel centenario di Caran d’Ache alle maglie del Giro d’Italia 2013.

Gufram & Paul Smith Psychedelic Cactus è disponibile in edizione limitata in soli 169 esemplari e vede la contaminazione dell’irriverente appendiabiti con l’inconfondibile estro dello stilista britannico, conosciuto per lo spirito creativo, che combina tradizione e modernità, ma soprattutto per il senso del colore assolutamente unico.

L’ironico totem, che incarna la grinta, la fantasia e lo humor tipici del design degli anni Settanta, diventa così Psychedelic, grazie al fondersi di tinte vivaci e brillanti che sfumano da quelle fredde alle calde.

Gufram & Paul Smith Psychedelic Cactus

Paul Smith spiega: “È una gioia poter collaborare con Gufram. Una delle mie mostre preferite in assoluto è stata ‘Italy: The New Domestic Landscape’ del 1972 al MOMA di New York. Tra i meravigliosi oggetti in esposizione, molti infatti erano di Gufram. Da allora il mio affetto per i loro progetti non è mai tramontato e sono stato felice quando mi hanno chiesto di collaborare insieme al famoso Cactus”.

“Gufram e Paul Smith sono due realtà figlie degli anni Settanta – afferma Charley Vezza, Global Creative Orchestrator di Gufram. – Forse se fossero state geograficamente più vicine si sarebbero incontrare già allora. La forza di questo progetto sta nella compenetrazione di due mondi: Sir Paul Smith non ha semplicemente rivestito un Cactus con i suoi colori, ma lo ha ripensato e trasformato ispirandosi ai momenti allucinogeni di quel folle periodo. Il risultato è psichedelico, un peyote di creatività”.

Sir Paul Smith and Charley Vezza

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