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Idee viaggio, vacanze in Campania: la Casa Vanvitelliana al Lago Fusaro, bellezza da salvare

Idee viaggio, vacanze in Campania: la Casa Vanvitelliana al Lago Fusaro, bellezza da salvare a Bacoli (Napoli)

Il Lago fusaro, formato dalla chiusura del tratto di mare tra Torregavete e Cuma, è una location naturale che vi consigliamo di visitare se vi trovate in Campania. Tutt’intorno sorge il noto complesso borbonico voluto da Ferdinando IV, che qui fece edificare il bellissimo Casino Reale per la caccia e la pesca.

Il Lago fusaro e il complesso borbonico voluto da Ferdinando IV

Tutta l’area del Fusaro fu infatti uno dei siti di caccia prediletti da Ferdinando IV di Borbone che, a Sud-Est del lago sopra un isolotto, fece sorgere il bellissimo Casino Reale. Esempio pregevole di architettura tardo-settecentesca, è tra i più significativi dei Campi Flegrei, realizzato nel 1782 su disegno di Carlo Vanvitelli. Il lago Fusaro si trova nel comune di Bacoli (Napoli) e dà il nome all’omonima frazione in cui sorge. Anticamente era identificato con la mitica Acherusia palus, la palude infernale formata dal fiume Acheronte. Prima della colonizzazione greca, qui le popolazioni locali coltivavano mitili ed ostriche. Il re di Napoli Ferdinando IV di Borbone vi fece costruire un casino di caccia e pesca: la casa ancor oggi è collegata da un ponte in legno, ma in passato era raggiungibile solo tramite imbarcazioni a remi. Fra i visitatori illustri che la storia ricorda vengono annoverati, fra gli altri, Gioacchino RossiniNicola I di Russia e Luigi Einaudi, tutti raffigurati in ritratti esposti all’interno delle stanze dell’antico edificio.

La Casina Vanvitelliana

Sul lago Fusaro a Bacoli sorge la Casina vanvitelliana, costruzione dell’epoca borbonica che, nonostante lo stato di abbandono in cui versa, resta un incanto e merita di essere visitata. Si tratta di una suggestiva costruzione all’interno dell’omonimo parco sul lago del Fusaro a Bacoli. Un tempo riserva di caccia e pesca dei Borbone, oggi purtroppo non versa in ottime condizioni, nonostante i lavori di ristrutturazione svolti nei primi anni del 2000. La location resta comunque molto affascinante e suggestiva. All’interno la Casina era impreziosita dalle sete di S. Leucio e dai dipinti del Ciclo delle stagioni di Philipp Hackert, poi andati perduti. Ne rimangono quattro bozzetti che rappresentano per ognuna delle stagioni una località: la Primavera con il pascolo nella valle del Volturno; l’Estate con la mietitura a S. Leucio di Caserta; l’Autunno con la vendemmia a Sorrento, e infine l’Inverno con un campo di caccia a Persano. La Casina vanvitelliana al momento è aperta solo grazie all’opera di volontari che dal 1978 si battono per tenere aperta la struttura e il parco che la circonda.

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