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“I Medici” Rai Uno: Cosimo de’ Medici, la vera storia

Stasera in onda su Rai Uno la seconda puntata de "I Medici": scopriamo chi era Cosimo de' Medici

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Il secondo episodio della mega produzione italo americana “I Medici” – focalizzata sulla famiglia più potente della storia del Rinascimento italico – andrà in onda stasera. Lasciandoci alla spalle la figura del patriarca Giovanni, interpretato da Dustin Hoffman, ci si focalizzerà su colui che ha raccolto l’eredità paterna del Banco de’ Medici: il figlio Cosimo. Nella fiction il ruolo del rampollo è affidato al bel Richard Madden, star de Il Trono di Spade, ma nella realtà fra i tantissimi pregi di questo imprenditore e politico di rara abilità non figura altrettanta avvenenza, stando ai dipinti e alle descrizioni in nostro possesso.

Nato a Firenze nel 1389, Cosimo è stato il primo signore de facto della città. Grazie alle sue doti diplomatiche di politico moderato riuscì a detenere il potere per tutto l’arco della vita senza mai esporsi in modo scomodo: un vero e proprio Principe alla maniera che Machiavelli intendeva. Così scaltro da intuire che i nemici andavano resi amici, stringendo alleanze con gli Sforza, storicamente in guerra perenne con i fiorentini. L’amore vero di Cosimo, però, fu l’arte: che foraggiò con ingenti cifre provenienti dalla redditizia attività di famiglia.

Oltre che essere il mecenate di grandi artisti fondò anche l’Accademia neoplatonica dove venne coltivato e incentivato lo spirito umanista e poi rinascimentale. Il mecenatismo, però, non fu soltanto un atto di devozione artistica fine a se stesso, bensì un’occasione trasversale di propaganda a favore delle proprie cause. Poco prima della sua morte pianse la scomparsa del figlio Giovanni, il potere avrebbe dovuto passare inevitabilmente nelle mani dell’altro discendente: Piero, di salute cagionevole. Con grandissima lungimiranza Cosimo intuì che l’unico erede degno di salvaguardare la potente casata fosse il nipote adolescente Lorenzo. Quel Lorenzo che a soli 15 anni ereditò la fiducia del nonno e divenne “Il Magnifico