Guy Laliberté
In collaborazione con AssoPoker
I tavoli di cash game high stakes di Full Tilt Poker – frequentati da giocatori del calibro di Phil Ivey, Patrick Antonius e Tom Dwan – sono stati per un certo periodo di tempo terreno di beneficienza per Guy Laliberté, imprenditore canadese proprietario del Cirque du Soleil.
Si stima che nel giro di un paio d’anni, a partire dal 2007, Guy abbia perso una cifra superiore ai 25 milioni di dollari, nascosto dietro vari nickname ormai diventati leggenda, come “patatino” o “noataiama”. Una cifra folle per molti di noi, ma evidentemente non per lui.
Guy Laliberté ha infatti un patrimonio personale stimato nell’ordine di due miliardi e mezzo di dollari, una fortuna incommensurabile che fa apparire anche la spesa più impegnativa un trascurabile capriccio.
Della sua incapacità nel cash game – gioco che a quei livelli è espresso ad un livello tecnico inavvicinabile ai più – hanno approfittato soprattutto Phil Ivey e Patrik Antonius, ma in realtà sono stati in molti, i giocatori professionisti capaci di accaparrarsi la propria fetta di torta.
Quello che può apparire uno scontro sleale, è a ben guardare un più complesso gioco delle parti. Infatti, Guy Laliberté è tutt’altro che uno stupido, e sa benissimo di non avere alcuna speranza di maturare un profitto nel lungo periodo, quando decide di mettersi a giocare contro certi avversari.
Se lo ha fatto, con tutta probabilità è dipeso dalla volontà di provare un brivido, quello di contendere piatti dal valore enorme a giocatori universalmente riconosciuti come i più forti al mondo, contro i quali ben in pochi possono anche solo pensare di affrontare.
Riuscire ad ottenere questo privilegio, per un uomo come Guy probabilmente ben vale una spesa come quella che abbiamo citato. D’altra parte, per chi non ha saputo rinunciare ad un viaggio come turista nello spazio, e che non manca di fare la sua parte quando si tratta di beneficienza, 25 milioni di dollari sono un lusso che ci si può concedere.
Basta solo non farci l’abitudine…
by AssoPoker

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