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Gianluca Vacchi e la vittoria di Donald Trump: “E’ la fine dei parrucconi”

Gianluca Vacchi e la vittoria di Donald Trump: su GQ commenta, "E' la fine dei parrucconi"

Gianluca-Vacchi

Gianluca Vacchi torna a far parlare di sé dopo l’elezione di Donald Trump a Presidente degli Stati Uniti d’America. Cosa ne pensa l’imprenditore bolognese della vittoria del tycoon? “E’ la fine dei parrucconi” dice nell’intervista rilasciata al magazine GQ Italia, intervista in cui spiega il suo punto di vista sull’inattesa salita alla Casa Bianca dell’imprenditore americano Donald Trump.

“È la fine dei parrucconi. Che li abbia fatti fuori uno con i capelli come Donald Trump fa sorridere, ma è una realtà. Per niente tragica, anzi entusiasmante” commenta Gianluca Vacchi su GQ. Il re dei social, nonché unico italiano presente nella lista dei 100 personaggi più seguiti del momento, si dice quindi entusiasta della vittoria di Trump, elezione che segna un punto di svolta per la storia americana e mondiale. “Probabilmente su molte cose non sono nemmeno in accordo con il nuovo Presidente Usa, ma mi piace la dimostrazione di democraticità che ha dato la prima potenza mondiale virando verso chi ha scelto il cambiamento radicale contro la continuità dei poteri rappresentata da Hillary Clinton” continua Gianluca Vacchi su GQ.

Una vittoria del tutto inaspettata quella di Donald Trump, sintomo di una rivoluzione populista in atto. Ma è davvero così? Gianluca Vacchi sembra non essere d’accordo e su GQ approfondisce questo tema dicendo “Gli americani non sono dei bambini. Hanno dimostrato di essere un popolo super maturo votando per Barack Obama, il primo presidente nero. E ora confermano il loro senso di libertà. Non gli interessa delle apparenze, anzi premiano lo spirito rivoluzionario di Trump. Dicevano che fosse inguardabile. Lo hanno spiato come un delinquente. Lo hanno dipinto come un misogino. È finita che le donne lo hanno votato, che è apparso come un paladino degli oppressi dal fisco, un patito che diventerà una pop star, con il ciuffo ribelle. Chi è stato più moderno? E soprattutto più sincero?”