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Futurismo Mario Sironi artista a tutto tondo

Storia di uno dei più importanti artisti del Novecento 

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Che Mario Sironi sia uno dei più importanti artisti del Novecento è ormai cosa consolidata, se poi si analizza tutto quello che ha realizzato, ci si accorge che è uno dei maggiori artisti del periodo, a tutto tondo come altri grandi maestri del passato: pittore e illustratore, tra i più lungimiranti di tutti i tempi.

Mario Sironi nasce a Sassari il 12 maggio 1885 ma a breve si trasferirà a Roma dove, già in giovane età, inizia a disegnare e dipingere. A casa Sironi si riuniscono periodicamente Offo, Marinetti, Boccioni, Balla e Severini. Nel 1915 entra a fare parte del gruppo dirigente futurista e si trasferisce a Milano. Dopo gli anni della prima guerra mondiale partecipa con i futuristi alla “Exposition International d’Art Moderne” di Ginevra. Gli anni succesivi sono storie di successi, in Italia e all’estero, dove le sue opere futuriste vengono presentate insieme ad altri artisti di successo come Carrà, de Pisis, Balla.

Muore a Milano nel 1961 poco dopo che il Circolo artistico di Cortina d’Ampezzo gli aveva dedicato una mostra con più di cinquanta opere messe a disposizione da vari collezionisti  e accompagnata dalla seguente frase: “Mi è stato rimproverato di non occuparmi di campi coltivati, pittoresco da giardino, da valli, da collina, casette sul mare e simili stupidaggini, ma di vedere soltanto rocce deserte, altitudini desolate dove l’uomo si misura con la vastità dello spirito. Ebbene molti vengono a Cortina e dovrebbero avere visto una notte di luna piena e serena sull’immensa vallata dove, come troni d’argento e di vetro, le vette nevose ascoltano la voce di Dio nell’immenso spazio. Hanno visto e non hanno capito”.

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