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Fashion Intelligence allo Spazio Ferrè: disquisizioni etico-estetiche sulla moda

Discusso allo spazio Ferrè il contenuto del volume filosofico Fashion Intelligence

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La moda è un “modo di essere nel mondo”, è in ognuno di noi. La moda è progetto, realtà in divenire, intelligenza del gusto.” Partendo da queste basi squisitamente filosofiche, nella giornata ieri presso lo Spazio Ferrè di Milano, si è discusso e ci si è confrontati in merito agli spunti contenuti nel libro “Fashion Intelligence“.
Un saggio pregno di contributi che spaziano dalla prospettiva socio-semiotica agli studi culturali, dalla psicologia all’arte; focus dell’opera è l’intelligenza di moda attraverso la quale viene raccontato il nostro tempo. Grande spazio alla moda nel cinema e al valore simbolico che in molti cortometraggi un semplice abito, e la scelta di una specifica cromia, implica.

Claudia Attimonelli, una delle autrici del libro, ha dichiarato ad ArtsLife: “vi sono dei segni che sono del corpo prima ancora che lo vestiamo. Essi sono già moda. Una moda che ci riveste prima ancora di poter scegliere l’abito. Come è possibile uscire dalla costruzione di un’immagine pubblicitaria che abbia la pelle, le labbra, le pieghe del volto non ritoccate, e che senso avrebbe e per chi, tentare per la cosmesi una nuova narrazione che provi a non tenere conto della radicata abitudine a non vedere e fingere di non conoscere i segni del volto – rughe, brufoli, macchie, screpolature, unto, pur presenti in volti peraltro bellissimi. Il punk vi era riuscito proprio nell’unica cosa che non è mai stata riciclata dalla moda.

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