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Ettore Scola è morto

Aveva 84 anni

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Ieri sera si è spento a Roma al reparto di cardiochirurgia del Policlinico all’età di 84 anni, Ettore Scola“maestro dalla incredibile e acuta capacità di lettura dell’Italia, della società e dei suoi mutamenti, del sentimento del tempo, coscienza civile che lascia un enorme vuoto nella cultura italiana”, come ha detto il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

Nella sua inimitabile carriera oltre alla Palma d’oro a Cannes per la regia di Brutti, sporchi e cattivi (1976), ha vinto 8 David di Donatello e ottenuto 4 candidature all’Oscar con i film Una giornata particolare (1978), I nuovi mostri (1979), Ballando ballando (1984) e La famiglia (1988).

Nato a Trevico (Avellino) il 10 maggio del 1931, si trasferisce molto presto a Roma insieme alla famiglia e, già durante l’adolescenza, inizia a disegnare vignette umoristiche.

Giovanissimo, entrerà nella redazione del Marc’Aurelio, giornale satirico a cui collaborò anche Federico Fellini, suo grande amico a cui dedica il documentario Che strano chiamarsi Federico presentato al Festival di Venezia 2013, dove ha ottenuto il premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker.

Ettore Scola al Festival di Venezia 2013

Per il cinema inizia a lavorare poco più che ventenne come sceneggiatore, partecipando ad alcune delle più significative pellicole del periodo – da Un americano a Roma di Steno a Il sorpasso e I mostri di Dino Risi, passando per i più importanti film di Antonio Pietrangeli (Adua e le compagne e Io la conoscevo bene) – per poi esordire dietro la macchina da presa, quasi per caso, nel 1964 con la pellicola Se permettete, parliamo di donne, scritta insieme al fidato Ruggero Maccari.

Negli anni Sessanta, tra gli altri, firma L’arcidiavolo (1966), Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa? (1968) e Il commissario Pepe (1969).

Del 1974 è il suo capolavoro, C’eravamo tanto amati, una riflessione dolceamara sul dopoguerra, sui cambiamenti che l’Italia ha dovuto attraversare e sul bilancio di un’amicizia.
La sua grande sensibilità è più che evidente anche nei successivi Brutti, sporchi e cattivi (1976), il film a episodi I nuovi mostri (1976) e Una giornata particolare (1977), con Marcello Mastroianni e Sophia Loren.

Ettore Scola e Nino Manfredi

Negli anni Ottanta, con La terrazza (1980) e La famiglia (1986), analizza le contraddizioni che si sono sviluppate all’interno della società italiana con una forza narrativa e registica a dir poco invidiabile.

Sono da riscoprire, però, anche Passione d’amore (1981), Il mondo nuovo (1982) e Ballando ballando (1983), film oggi poco ricordati ma fondamentali per cogliere tutti i lati della poetica del grande regista.

Nell’ultima parte della sua carriera, si ricordano Romanzo di un giovane povero del 1995 e La cena del 1998: in quest’ultimo si conferma ancora uno straordinario direttore d’attori, guidando magnificamente un cast in cui erano presenti Vittorio Gassman, Fanny Ardant, Stefania Sandrelli e tanti altri interpreti di primo livello.

Ultima apparizione ufficiale al Festival del Cinema di Roma 2015 lo scorso ottobre, dove insieme alle figlie Paola e Silvia ha presentato l’inedito documentario Ridendo e scherzando.

Ettore Scola al Festival del Cinema di Roma 2015