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Donald Trump, inaugurato l’hotel più raffinato del mondo

Donald Trump ha inaugurato l'hotel più raffinato del mondo anche se, stando al suo AD, la nuova catena non porterà il suo nome

Donald-Trump-Hotel

Donald Trump, insieme alla famiglia, ha inaugurato quello che – stando alle sue parole – dovrebbe diventare l’hotel più raffinato e lussuoso del mondo: il Trump International Washington D.C. sorge negli ex edifici dell’Old Post Office Pavilion risalenti al 1889 e, oltre ad offrire servizi esclusivi studiati insieme ad alcuni componenti della famiglia Trump, ospiterà i clienti in alcune delle stanze più eleganti e confortevoli del mondo nonché nella suite più grande degli Stati Uniti.

Il Trump International Washington D.C., ultimo dei celebri Trump Hotels, dispone di 263 stanze, tra le quali anche la Presidential Ballroom e la Trump Townhouse che, ampia più di 500 metri quadrati, detiene in assoluto il primato di stanza d’albergo più grande degli Stati Uniti: l’hotel, costato oltre 200 milioni di dollari, ha al suo interno qualsiasi timo di comfort nonché la SPA firmata da Ivanka Trump, figlia del candidato alle presidenziali. Nonostante l’apertura in grande stile, però, dietro alla catena di hotel di lusso firmata Donald Trump sembra esserci qualche problema: le dichiarazioni fatte dal candidato presidente durante la campagna elettorale sembrano non aver lasciato indifferenti i clienti tanto da portare i dirigenti della Trump Organization a cambiare strategia di marketing.

 Donald Trump - Hotel 02

A breve, infatti, la società che gestisce alberghi ma anche campi da golf e altre linee a marchio Trump aprirà una nuova catena che prenderà però un altro nome: i nuovi hotel nasceranno a marchio “Scion”. La caratteristica principale sarà la nuova concezione di lusso, ripensata per un target di clientela dinamico e più giovane rispetto a quella dei Trump Hotels: “Scion, che significa ‘discendente di una illustre famiglia,’ è un marchio che si riferisce a stili di vita poliedrici che si sono sviluppati in risposta al boom dell’economia digitale” ha spiegato l’AD della società sottolineando comunque che quest’inversione di rotta non impedirà l’apertura di altri hotel che portano il nome del candidato repubblicano.

Foto in copertina: Douglas Gorenstein