Chip Reese e la vecchia guardia del poker
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“ Chiuderò con il poker solo il giorno del mio funerale!” … questo era solito dire Chip Reese: una delle icone della vecchia guardia del poker live. Questo player americano – classe 1951 – ha dedicato tutta la sua breve vita al poker. Scomparso nel 2007 per una polmonite, è ancora oggi considerato dai suoi colleghi come il più forte giocatore di cash game della storia e, di conseguenza, anche uno dei più ricchi.
Le sue sessioni di gioco nella mitica Bobby’s Room (la poker room del Bellagio di Las Vegas) sono entrate nella leggenda: insieme all’amico Doyle Brunson era solito giocarsi piatti milionari. “ Sono due i momenti che non ho mai dimenticato, la notte in cui per la prima volta ho perso 100.000$ e la notte quando per la prima volta ho perso 1 milione.”
Questa affermazione di Reese la dice lunga sull’entità delle sue giocate e ci riporta in una Las Vegas anni ’80 e ’90 non ancora invasa dai giovanissimi fenomeni del poker online forti di un gioco tutto basato sulla matematica e sui calcoli. Gli anni d’oro di Chip Reese sono fatti di poker room della Strip nelle quali i turisti (a meno che non fossero provvisti di un considerevole portafoglio) difficilmente potevano entrare. Stanze fumose popolate da personaggi oggi leggende viventi e ambasciatori del Texas Hold’em nel mondo, come Doyle Brunson o Mike Sexton.
E’ in queste poker room della Strip che Chip Reese ha accumulato, nel solo cash game, dai 2 ai 3 milioni all’anno. Proviamo a moltiplicare queste cifre per 33 anni di onorata carriera da giocatore di poker professionista e ne uscirà una cifra da capogiro. D’altronde stiamo parlando di un uomo che da sempre ha avuto il poker nel sangue: iniziato al poker dalla madre all’età di 6 anni, dotato di un’intelligenza fuori dal comune e di un autocontrollo leggendario, sembrava addirittura sovrumano al tavolo verde. Il suo gioco era fortemente analitico e allo stesso tempo naturale.
“Grazia è la definizione che mi viene in mente se penso allo stile di gioco di Chip Reese – dice di lui Daniel Negreanu – era così spontaneo… non ho mai notato nel suo stile una giocata senza senso”.
Reese era il migliore in tutte le specialità del poker texano e non si è limitato al cash game, ha partecipato anche a parecchi tornei totalizzando altri 4 milioni di dollari di profitto. Solo alle WSOP del 2006 ha vinto il torneo inaugurale H.O.R.S.E. da 50.000 dollari di buy-in che gli è valso più di 1.7 milioni di dollari. E’ il giocatore più giovane entrato a far parte della prestigiosa Poker Hall of Fame e il ricordo delle sue imprese al tavolo verde è ancora forte a Las Vegas e nell’immaginario di ogni poker player.

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