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Chi è Dmitrij Mendeleev

Google dedica un doodle al chimico che inventò la tavola periodica

mendeleev

Appassionati di chimica Google oggi è per voi: si allunga la lista di doodle dedicati ai maestri della fisica.

Il colosso di Mountain View, che venerdì 22 gennaio 2016 ha reso omaggio a Wilbur Scoville, l’inventore del test per misurare le piccantezza dei peperoncini, festeggia il 182esimo anniversario della nascita di Dmitrij Mendeleev.

Nato l’8 gennaio del 1834 a Tobol′sk, in Siberia, lo scienziato russo si mise al lavoro sulla tavola periodica degli elementi dal 1967, anno in cui gli viene assegnata la cattedra di chimica all’Università di Pietroburgo.

Durante la stesura del manuale “Principi di chimica” per i suoi studenti, fece un sogno premonitore. “Vidi una tavola sui cui gli elementi cadevano disponendosi in ordine secondo una logica. Quando mi svegliai, misi per iscritto tutto quello che avevo visto” disse Dmitrij Mendeleev quando presentò per la prima volta la tavola periodica che porta il suo nome e che ancora oggi viene studiata nelle scuole di tutto il mondo.

Nel testo Mendeleev affronta per la prima volta il tema della periodicità degli elementi, ponendosi il problema dell’ordine secondo il quale questi dovessero essere presentati. L’idea di Mendeleev era quella di dimostrare che le proprietà chimiche e fisiche degli elementi che ci circondano non sono casuali, ma sono invece il frutto di un ordine preciso e per farlo il chimico organizzò gli elementi conosciuti all’epoca, 56 nella prima versione ora sono 118, sulla base del loro numero atomico e raggruppandoli così per le proprietà simili che avevano. Il successo dell’opera è testimoniata dalle 8 edizioni che si sono susseguite tra il 1871 e il 1906.

Per ricordare il chimico che per primo ha messo in relazione la capacità di combinazione degli elementi con il loro peso atomico, Google ha sostituito il celebre logo con un immagine che riproduce il chimico che sorregge su una mano, come fosse il teschio di Amleto, uno degli elementi della tavola periodica: lo Zolfo.
Noi di Luxgallery avremmo scelto l’Oro, ça va sans dire!