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Cattedrale Vegetale Lodi: inaugurata l’opera di Giuliano Mauri

La cattedrale vegetale di Lodi è pronta: ecco come visitare l'opera di Giuliano Mauri

cattedrale vegetale Lodi

E’ stata inaugurata alla presenza del critico d’arte Philippe Daverio la Cattedrale Vegetale di Lodi, uno dei molti progetti incompiuti di Giuliano Mauri scomparso a soli settantuno anni, il 29 maggio del 2009. Dopo quasi otto anni di impegno – sia da parte della famiglia sia da parte del Comune di Lodi e della Regione Lombardia così come di sponsor privati – la Cattedrale Vegetale ha finalmente aperto al pubblico.

© Associazione Giuliano Mauri
© Associazione Giuliano Mauri

“La Cattedrale rappresenta un’idea di magnificenza, un ordine e una sacralità del luogo, ho sempre voluto dare corpo a questa fratellanza che esiste tra il luogo e la sacralità della terra e di questi elementi che si innalzano che sono gli alberi. In questo c’è dentro tutta la filosofia del mio lavoro. Il luogo non mi dimentica e questo mi fa felice, mi piace pensare che la gente attraverserà questo luogo pensando al perché è stata costruita, al perché si è fatta, una domanda che la gente si farà da sé, rendendosi conto che l’opera vale il posto” spiegava Mauri a proposito del progetto della sua Cattedrale Vegetale. L’opera appena inaugurata a Lodi occupa un’area di 1.630 metri quadri ed è costituita da 108 colonne di legno, dal diametro di 1,20 metri ciascuna. La Cattedrale Vegetale di Lodi non è però l’unica di Giuliano Mauri: in Italia esistono altri esempi di questo tipo di “Art in Nature” ad Arte Sella e al Parco delle Orobie.

Giuliano Mauri, Credit: Aldo fedele - Arte Sella
Giuliano Mauri, Credit: Aldo fedele – Arte Sella

“Qui possiamo affermare che l’Arte contemporanea non è morta” ha commentato Philippe Daverio all’inaugurazione della Cattedrale Vegetale di Lodi avvenuta ieri e che, a partire da oggi, darà al pubblico la possibilità di ammirare una delle opere d’arte contemporanea più maestose di sempre. “Di tutti di suoi lavori, la Cattedrale vegetale di Lodi era l’opera alla quale Giuliano Mauri era più affezionato” ha detto invece Andrea Cancellato, direttore della Triennale di Milano.