29 dicembre 2014

Capodanno 2015 cosa mangiare e bere

Il menù firmato da Luca Gardini per Berlucchi

Berlucchi Cuvée Imperiale

Che lo si festeggi sulle piste da sci o in città, la cena con amici a casa è uno dei must per festeggiare la fine dell’anno e brindare all’inizio del nuovo.

Superato, infatti, il primo tour de force gastronomico di queste Feste, ecco che già da oggi la domanda che sorge spontanea è cosa mangiare, e bere al cenone di Capodanno 2015.

Se il brindisi di mezzanotte è uno dei momenti più attesi del 31 di dicembre, ecco che Berlucchi per quest’anno ci viene in auito con un menù davvero speciale che unisce idee di ricette per Capodanno a etichette Franciacorta, che sappiano esaltare al massimo il sapore dei piatti serviti sulla vostra tavola.

Se il punto di partenza è stato la linea classica di casa Berlucchi, ovvero le diverse declinazioni di Cuvée Imperiale, ecco che a consigliare il miglior abbinamento ci ha pensato niente meno che Luca Gardini.
Pasteggiare con le bollicine, infatti, è una raffinatezza da grand gourmet e per individuare gli accostamenti ideali non si poteva che coinvolgere il miglior sommelier al mondo.

Gardini ha così pensato a una serie di proposte che vanno dall’antipasto al dolce, un menù equilibrato che si sposi alla perfezione con la linea Cuvée Imperiale.
Si parte dal Culatello di Zibello per poi passare un tortellino ripieno di carne di maiale da servire con crema di Parmigiano Reggiano o, in alternativa, dei paccheri di Gragnano con pomodoro appeso, pomodoro confit, cozze e Pecorino Romano.

Per secondo la scelta cade tra il classicissimo cotechino o, per i più originali, un rombo al forno con patate e olive taggiasche. Per dolce l’immancabile Panettone Tradizionale.

Scopriamo ora, direttamente dalle parole di Gardini, quali, tra le diverse declinazione di Berlucchi Cuvée Imperiale, scegliere per ogni momento della cena di Capodanno 2015:
L’antipasto
Cuvée Imperiale Brut è perfetto per un antipasto di carne. Mi viene in mente il famoso Culatello di Zibello, che accompagnerei con semplice pizza bianca. E’ un vino con un’alta percentuale di Chardonnay, che gli conferisce la capacità di sgrassare il palato dalla succulenza del salume.
Al tempo stesso, il vitigno dona a questo Franciacorta una delicata nota agrumata, che permette accostamenti estremamente gradevoli anche con antipasti di crostacei, come le canocchie al vapore.

Il primo
Per un bel primo gustoso, come un tortellino ripieno di carne di maiale e noce moscata in crema di Parmigiano Reggiano, il compagno ideale è certamente Max Rosé. Condivide infatti con il Brut la caratteristica capacità di detergere il palato, sempre grazie all’alta percentuale di Chardonnay usato in fase di vinificazione, ma la sua maggiore delicatezza lo rende ideale per accostarsi a una preparazione di per sé già molto saporita.

Chi ama i sapori decisi, ma preferisce il pesce, può invece accostare Max Rosé ai paccheri di Gragnano con pomodoro appeso, pomodoro confit, cozze e Pecorino Romano. In questo caso è l’anima vinosa la chiave dell’accostamento, perché riesce a contrastare la carica sapida di cozze e pecorino. Ma c’è di più. La connotazione più morbida, tipica del Rosé, permette a questo vino di coniugarsi benissimo con la dolcezza del pomodoro confit.

Il secondo
Pensando a un secondo, un classico delle feste come il cotechino di Mora romagnola, con mostarda magari, trova il suo perfetto compagno in Cuvée Imperiale Vintage 2008. Per un abbinamento di questo genere serve struttura, senza però rinunciare all’eleganza del sorso, per bilanciare la carica speziata e golosa del cotechino.

Queste stesse caratteristiche permettono al Vintage 2008 di accompagnare anche secondi di pesce, come il rombo al forno con patate e olive taggiasche. In questo pairing emerge la rigogliosa freschezza del vino, in grado di stemperare la grassezza delle carni del rombo.

Il dolce
Per il dolce la scelta è quasi obbligata, anche se non per questo scontata. Cuvée Imperiale Demi Sec sembra fatto apposta per sposarsi con il Panettone Tradizionale. Questo vino appare quasi, all’assaggio, una declinazione ‘liquida’ del famoso dolce natalizio. Non va dimenticato infatti che, mentre per tutte le altre portate l’abbinamento cibo-vino va costruito per contrasto, per il dolce vanno invece cercate le assonanze.
Non è un caso che Cuvée Imperiale, nella sua declinazione Demi Sec in particolare, sia diventato sinonimo di festa. I calici che scintillano, l’allegria che si sprigiona dal perlage, ne fanno il compagno perfetto per questi momenti di gioia e spensieratezza, ma è il gusto la vera chiave del suo successo.

Con i consigli di Luca Gardini e le bollicine made in Italy per eccellenza firmate Berlucchi, il cenone di fine anno non potrà che essere un’esperienza gustativa fuori dal comune.

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