3 febbraio 2016

Brendan Mullane non è più il direttore artistico di Brioni

La prossima collezione verrà firmata dal team interno

Brendan Mullane – Brioni

Mentre sono in corso le ultime sfilate dedicate alle anticipazioni della moda uomo per la prossima stagione fredda e si incomincia a parlare delle fashion week delle moda donna, al via il prossimo 11 febbraio, ecco che c’è grande fermento nel fashion system tra cambi di poltrona e celebri addi, veri e presunti.

Se rimangono ancora vacanti le poltrone di direttore creativo in casa Dior e Lanvin, ecco che Alessandro Sartori ha lasciato Berluti e Stefano Pilati sarebbe in procinto di lasciare Ermenegildo Zegna.

In questo clima arriva la conferma che Brioni, il marchio di moda uomo made in Italy che fa capo al gruppo Kering, ha salutato il suo direttore artistico: Brendan Mullane.

Arrivato in Brioni 3 anni e mezzo fa, Mullane è stato il primo direttore creativo della linea uomo della storica maison italiana.
La decisione di terminare il rapporto è stata presa di comune accordo anche se non sono state rese note le motivazioni.

Niente acredine. “Vorrei esprimere la mia riconoscenza e gratitudine per collaboratori e gli artigiani che hanno lavorato con me con così tanta passione. Auguro al marchio il futuro che merita, nella rosa dei migliori luxury brand” ha commentato Brendan Mullane.

E parole positive arrivano anche dai vertici della maison. Se Gianluca Fiore, ceo di Brioni, ne ha lodato la visione, il carisma e l’impegno e gli ha espresso riconoscenza, Grita Loebsack, Ceo della divisione Luxury-couture & leather goods emerging brands di Kering ha commentato “Voglio ringraziare il designer per il suo straordinario contributo alla storia creativa di una blasonata maison di couture maschile come è Brioni”.

A partire dalla collezione primavera estate 2017, che andrà in scena a Milano il prossimo giugno 2016, quindi il menswear di Brioni sarà firmato dal team interno della maison, almeno in attesa della nomina di un valido successore di Brendan Mullane.

Per il momento, anche il futuro dello stilista inglese, che in passato è stato head designer della linea maschile di Givenchy oltre ad aver lavorato da Hermès, Louis Vuitton e Burberry, rimane incerto.

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