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Bernardo Caprotti testamento: nuove indiscrezioni e donazioni di lusso

Nuove indiscrezioni dall'apertura del testamento di Bernardo Caprotti, patron di Esselunga: arrivano alla famiglia le direttive sulla gestione dell'azienda e donazioni a parenti e amici

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Non si è limitato a decidere a chi sarebbe spettato di gestire la sua amata Esselunga. Bernardo Caprotti nelle sue ultime volontà ha lasciato indicazioni precise sulla gestione del suo patrimonio e della sua azienda. Dalla lettura del testamento infatti, il patron della celebre catena di supermercati italiani, oltre a lasciare il 66,7% alla vedova Giuliana e alla figlia Marina, indica loro la strada da seguire ma soprattutto quella da non seguire: “Supermarkets Italiani non può diventare una coop. Questo non deve mai succedere” si legge sui documenti del testamento di Bernardo Caprotti. Sarebbe quello il limite per lui invalicabile, dopo tanti anni di scontri con i concorrenti.

La linea da seguire che Bernardo Caprotti lascia in eredità alla vedova Giuliana e alla figlia Marina è di pensare, tra qualche anno, in tempi migliori, di vendere o di trovare un alleato a livello internazionale; “Ahold (olandese) sarebbe ideale. Mercadona (spagnolo) no” si trova nel testamento del patron di Esselunga. Ad ogni modo, da quanto traspare dalle ultime sue volontà ciò che gli premeva salvaguardare, ancor più della sua stessa famiglia, erano i suoi lavoratori, ad oggi circa 22 mila; “Non sarà più una famiglia” ma certamente “non ci saranno lotte inutili”: “Le aziende non saranno dilaniate”.

Tra le ultime indiscrezioni arrivate dalla lettura del testamento di Bernardo Caprotti anche diverse donazioni a parenti e amici più stretti ma anche a enti pubblici e privati. Il patron di Esselunga, dopo aver suddiviso i vari immobili in suo possesso tra i figli e la vedova, ha deciso di lasciare anche alla storica segretaria Germana Chiodi la metà dei due conti titoli presso Credit Swiss e Deutsche Bank mentre l’altro 50% se la spartiranno i cinque nipoti, tra cui i figli del fratello. Al marito della figlia Marina ha invece deciso di lasciare in eredità la sua Bentley mentre al ragioniere ben 2 milioni di euro. Al Louvre invece un olio di Manet con indicazioni precise per l’esposizione.