6 ottobre 2016

Bernardo Caprotti, aperto il testamento milionario: la famiglia si spacca

L'apertura del testamento di Bernardo Caprotti ha rivelato nuove sorprese: ecco come sono state suddivise le quote per il controllo di Esselunga tra i figli di primo e secondo letto

Dopo la scomparsa a causa della malattia di Bernardo Caprotti, in molti attendevano con curiosità, visti problemi familiari in azienda tra i figli del primo e del secondo matrimonio, quali fossero le ultime volontà del patron di Esselunga: a chi ha lasciato la guida della sua amata azienda il cui valore, ad oggi, è stimato tra i 4 e 6 miliardi di euro? Il testamento milionario è stato aperto ieri sera nello studio del notaio di fiducia di Bernardo Caprotti a Milano; presenti ovviamente i figli e la vedova che alla lettura dei documenti hanno appreso, non con troppa sorpresa forse, che il comando della holding che gestisce Esselunga è andata alla seconda moglie Giuliana e alla figlia Marina.

Secondo quanto previsto per legge, Bernardo Caprotti poteva disporre liberamente nel testamento solamente del 25% della holding che controlla Esselunga e ha deciso di lasciarlo totalmente nelle mani della moglie Giuliana e della loro figlia Marina. Il resto del patrimonio è andato in automatico secondo il diritto ereditario: un’altra quota dell 25% va infatti in eredità alla vedova mentre il restante 50% della holding deve essere suddiviso equamente tra i figli: a Giuseppe e Violetta, ovvero i figli di primo letto, e alla stessa Marina sono andati quindi il 16,7% ciascuno.

Con queste disposizioni è facile comprendere facendo qualche calcolo che alla seconda famiglia di Bernardo Caprotti, ovvero la vedova Giuliana e la figlia Marina, va la gestione del 66,7% della holding mentre solo il 33,4% ai figli del primo matrimonio, Giuseppe e Violetta, con i quali il padre era stato in causa proprio per questioni aziendali. Solo il figlio del patron di Esselunga, Giuseppe Caprotti, ha brevemente commentato l’apertura del testamento spiegando che “Faremo di tutto per salvaguardare il gruppo”.

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