2 febbraio 2015

Astrattismo in Europa al Forte di Bard

La mostra della settimana

Wassily Kandinsky, Rose Fondant

Il Forte di Bard in Valle d’Aosta ospita dal 31 gennaio al 2 giugno 2015 una mostra che mette sotto i riflettori i capolavori di oltre 30 artisti protagonisti della rivoluzione dell’immagine del Novecento.

L’esposizione “Astrattismo in Europa. Kandinsky, Popova, Majakovskij, Malevič”, a cura di Markus Müller e Gabriele Accornero, raccoglie per la prima volta in Italia oltre 80 opere, principalmente olii e disegni, appartenenti a una prestigiosa collezione privata tedesca.

I quadri riuniti illustrano mirabilmente le tendenze artistiche dell’Europa Orientale e Centrale durante la prima metà del XX secolo, con particolare attenzione alla nascita della pittura astratta e ai movimenti di arte non figurativa che ne seguirono e che capillarmente si diffusero in tutta l’Europa.

In un clima di generale rinnovamento del linguaggio artistico, infatti, a partire dal 1910 circa si sviluppano diverse tendenze astratte nell’ambito dei movimenti d’avanguardia tedesco, russo, ceco e olandese.  Wassily Kandinsky occupa un posto di primo piano in questo contesto artistico, poiché il suo lavoro può essere considerato il punto di incontro fra i vari movimenti che in tutta l’Europa guardavano con interesse al linguaggio astratto e che sorsero in varie parti d’Europa.

Kasimir Malevič, con Kandinsky, può considerarsi il più importante pioniere dell’arte astratta. Proveniente dal contesto del Cubofuturismo russo, Malevič dipinge forme geometriche elementari come il quadrato, la sfera, la croce, dando vita al movimento del Suprematismo: un’arte non descrittiva, puramente contemplativa e spirituale.

Il movimento del Costruttivismo è rappresentato attraverso le opere di Lászlo Moholy-Nagy, importante esponente del Bauhaus tedesco.
Max Bill (Abstraction-Creation) e Georges Vantongerloo (De Stijl) testimoniano la diffusione di un linguaggio astratto-geometrico rispettivamente in Svizzera e in Olanda.

Attraverso le opere dei 30 autori presenti in mostra, è possibile ricostruire lo scenario entro cui si è sviluppata una delle principali linee evolutive dell’arte del Novecento, e il milieu culturale che ha visto la nascita di quella che si può definire una vera e propria rivoluzione dell’immagine.

In mostra anche 44 libri originali del medesimo movimento artistico culturale con numerosi pezzi di Wladimir Majakovskij e opere di Nikolay Punin, Kasimir Malevič, Lajos Kassák e due filmati di Hans Richter e Viking Eggeling, pionieri dell’astrattismo geometrico cinematografico d’avanguardia europeo. I loro lavori, terminati nel 1921, sono considerati tra le opere fondamentali della modernità.

Forte di Bard

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