Amarone 2006, da bere subito

Un’annata buona e pronta da bere

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Se l’Amarone 2005 sarà ricordato per le sua grande longevità, il 2006, al contrario, si presenta come un’annata quasi pronta da bere. Questo il risultato del test alla cieca delle 66 etichette presenti all’Anteprima Amarone 2006.

Nel bicchiere la gran parte degli Amarone degustati si sono dimostrati quasi pronti, da bere subito, poco inclini a lunghi invecchiamenti in cantina. Solo poche bottiglie denotano la presenza di una marcata acidità e di tannini ancora in evoluzione. Ma anche per essi,  il consiglio è di aprirli e gustarli prima che raggiungano i dieci anni di vita. Un amarone meno “muscoloso” pur mantenendo un elevato contenuto alcolico ed un alto estratto, frutto di un’annata altalenante, con un inverno piovoso, una primavera fredda ed un germogliamento ritardato. Fortunatamente un’estate asciutta, e con temperature sopra la media, ha permesso di salvare la stagione.

“Gli Amarone 2006 presentano un colore intenso, con note che vanno dal rosso rubino al rosso porpora. I profumi esprimono un ottimo grado di intensità e complessità, con note di frutta matura, note speziate di cannella e, in alcuni casi, sentori di rabarbaro e grafite. In bocca, basse acidità totali ed un ph sostenuto che conferiscono un buon equilibrio, rotondità e maggiore eleganza” afferma Daniele Accordini, enologo del Consorzio Tutela Vino Valpolicella.

Le grandi differenze tra le annate 2005 e 2006, confermano l’importanza del fattore territorio e microclima e nella capacità dell’Amarone di esprimerlo al meglio. 

L’Anteprima Amarone 2006, è stata l’occasione per festeggiare due importanti eventi. Da un lato, il premio assegnato, dalla prestigiosa rivista “Wine Enthusiast”, alla Valpolicella come migliore “Regione Vinicola dell’anno 2009” vinto davanti ad importanti territori come la Champagne. Il secondo evento, è l’assegnazione all’Amarone e al Recioto della tanto attesa DOCG. Un riconoscimento che conferma l’Amarone come uno tra i più importanti vini rossi italiani. Dalla vendemmia 2010 tutte le bottiglie di Amarone potranno fregiarsi del “fattore G”, come è stato definito dal presidente del Consorzio, Luca Sartori. “Il fattore G si può riassumere in poche parole:  G da aggiungere finalmente alla DOC, G come Grande per i risultati ottenuti, G come Gravoso per l’impegno richiesto”.

Danilo della Mura

Gusto, LuxFood,

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