Arcimboldo, tra Leonardo e Caravaggio
La mostra della settimana
Non si può non rimanere affascinati da un’opera dell’Arcimboldo, artista milanese vissuto nel 1500, celebre autore delle “Teste Composte”, realizzate con frutta, ortaggi, conchiglie e pesci. Opere stravaganti e d’impatto ancora capaci di stupire e farci sorridere.
A questa figura unica del panorama artistico rinascimentale e non solo, Milano, a Palazzo Reale, dedica una mostra, in programma dal 10 febbrio al 22 maggio 2011, per onorare il suo illustre cittadino. “Arcimboldo. Artista milanese tra Leonardo e Caravaggio” è curata da Sylvia Ferino, Direttrice della Pinacoteca del Kunsthistorisches Museum di Vienna, in collaborazione con un prestigioso Comitato Scientifico formato da Giacomo Berra, Giulio Bora, Chiara Buss, Silvio Leydi, Robert Miller, Giuseppe Olmi, Caterina Pirina, Francesco Porzio, Lucia Tomasi Tongiorgi.
L’iniziativa ha lo scopo di restituire Arcimboldo al suo contesto d’origine, fornendo una panoramica del clima culturale e artistico della Milano cinquecentesca e capire le ragioni della sua chiamata alla corte degli Asburgo, le radici culturali del pittore e il suo ruolo negli sviluppi del genere della natura morta. Accanto alle opere del milanese sono esposti bozzetti e disegni, tra gli altri, di Leonardo Da Vinci e Girolamo della Porta, vasi, scudi e codici miniati realizzati artigianalmente.
Il percorso è diviso in nove tappe. Le prime due sezioni si dedicano al genio leonardesco e alle grandi officine artistiche milanesi per presentare allo spettatore il contesto artistico in cui si trovò a crescere e maturare il pittore. Ecco quindi i disegni giovanili di Arcimboldo e l’illustrazione naturalistica in Italia e in Lombardia. Si arriva quindi alle “Teste Composte”, provenienti dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, che custodisce la raccolta più importante di opere di Arcimboldo, e dal Museo del Louvre. Chiude la mostra la sezione sulle teste reversibili e la natura morta, con alcuni capolavori di Arcimboldo come “L’ortolano” e “Testa reversibile con canestra di frutta”, da cui Caravaggio avrebbe preso ispirazione per “La canestra di frutta” della Pinacoteca Ambrosiana.
Conclude il percorso una scultura in vetroresina alta 5 metri, realizzata dall’artista americano Philip Haas e ispirata all’opera di Arcimboldo “Inverno”.

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